Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; MILANO
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1942
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392
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392 Ersilio Michel
assolte. Si ricava infatti dai medesimi che fece parte come presidente della Commissione di tre membri istituita per il riparto di una somma fra i patriotti deportati (7 franale a- X), che disimpegnò le funzioni di segretario presso la Consulta di Stato (1803), che venne incaricato della direzione degli Affari esteri durante l'assenza del senatore Testi (15 novembre 1810) e successivamente della delimitazione dei confini tra il Regno d* Italia e l*Hliria (ottobre 1811), assolvendo perfettamente questa missione e meritando una gratificazione di 3000 franchi. In fine, il 29 luglio 1814, il Borghi fece la consegna degli archivi del Ministero degli Esteri ai membri della Commissione incaricata di riceverlo dal commissario plenipotenziario austriaco conte di Bellegarde (AE. XV, 4).
Più copiosi sono i manoscritti appartenuti a Melchiorre Gioia (AF. XIII, 2); ) ma, ad eccezione di due lettere che scrisse dal carcere durante il periodo della reazione austrorossa,2) riguardano tutti opere che scrisse o che aveva in animo di scrivere. Vi sono appunti di giurisprudenza criminale, confronti storici, note e studi sulle abitudini economiche, sui diritti feudali, sul diritto di proprietà, sulle leggi, sui costumi, sullo stato civile, e poi sulT imposta territoriale, sull'amministrazione comunale, sui difetti della medesima, cause e rimedi. Notevoli anche i manoscritti delle monografie statistiche, già a stampa, di vari dipartimenti. (Adriatico, Alto Po, Meli a, Mincio, Bacchigliene, Brenta, Agogna, Lario) e varie memorie e dissertazioni relative alla Dalmazia. Più precisamente: 1) notizie preliminari per viaggiare e descrivere la Dalmazia; 2) statistica per la Dalmazia; 3) rapporto generale sulT Istria e sulla Dalmazia; 4) operazioni proposte al Governo per la loro prosperità.
, Sono inoltre da aggiungere i Consigli per provvedere alla sussistenza dell'esercito durante il regno d* Italia; il Progetto per la produzione dello zucchero, del miele e della cera; l'Istruzione al popolo per le assemblee primarie, fogli e appunti per rispondere ai suoi avversari; in fine, frammenti e studi che dovevano servire alla redazione di una opera: Causa dei progressi e della decadenza del potere gerarchico dei pontefici.3) Servono per così dire di corredo ad alcuni degli accennati studi statistici vari rapporti di F. Ferranti, ingegnere in capo dell'Adda sui mali cui soggiace il territorio della Valtellina e le cause che lo producono (1808), sulla costruzione di una nuova strada da Bormio al confine del Regno d'Italia con la Baviera (2 novembre 1812), otto lettere del medesimo, di argomento statistico (maggio-agosto 1813), e notizie varie intorno a Sondrio (AF. XIII, 9, nn. 34) e anche un opuscolo, postillato a matita in più luoghi dal Gioia, sul concorso delle spese della comunità di Lecco alle opere volute dalla città di Como per l'abbassamento del lago (AF. XTV, 3, A).
Oltre questi del Gioia si possono qui citare alcuni manoscritti di Gian Domenico Romagnosi che risalgono ugualmente agli anni della preponderanza francese. Tali,
1) Questi manoscritti del Gioia furono donati alla Biblioteca da Giovanni Ghetardini di Milano, cui il filosofo piacentino li aveva lasciati per legato. Rimettendoli al consigliere don Roberto Gironi, bibliotecario, il donatario, con lettera 17 gennaio 1829 dichiarava di aver ordinato le carte con grande amore e fatica e di non avervi trovato nulla della Statistica per le dame che il Gioia aveva vagheggiato di scrivere negli ultimi anni di sua vita. (AF. XV, 12, n. 17). Da questi manoscritti è stato tratto largo profitto. Cfr. F. MOMIGLIANO, Un pubblicista* economista e filosofo del perìodo napoleonico: Melchiorre Gioia, in Rivista di filosofia e scienze affini, a. 1903-04.
2) CABLO FRATI, Due lettere di Melchiorre Gioia scritte dal carcere (1799-1800), in Archivio Storico per le provincia parmensi, W. S., voi. XXII, a. 1922.
3) STEFANO FERMI, Un'opera perduta di Melchiorre Gioia, in Bollettino Storico Piacentino, a. XVII, 1922, f. 1.