Rassegna storica del Risorgimento
BIBLIOTECHE ; MILANO
anno
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1942
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pagina
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397
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La Biblioteca Nazionale di Milano 397
d* Italia, e a Vincenzo Lancetti. Nel primo si trovano, tra le altre: lettere di Napoleone Bonapartc ; di Ugo Brunetti, generale ispettore alle rassegne; di Giuseppe Giulio Ceroni, morto capo battaglione nel 1813 a Governolo; di Ugo Foscolo (22 agosto 1804 per ringraziarlo delle lire 80 pagate per suo conto); di Ferdinando Marescalchi; del generale Pietro Tenlié, di Milano, morto nel 1807 a Colberg in Pomcrania, ecc. l) TI carteggio Lancetti, più ricco, presenta importanza letteraria più che storicopolitica e abbraccia un più lungo periodo di tempo, estendendosi anche agli anni successivi alla restaurazione. Possono citarsi autografi di Giuseppe Acerbi, di Giovanni Adorno, di Antonio Alessandrini, celebre maestro di medicina, del generale S. Alessandro Mioliis, di Cesare Saluzzo, ecc. Vi sono anche minute di lettere del Lancetti a.vari suoi corrispondenti, e poi versi, prose, scritti letterari suoi e di altri.
Cospicuo per numero di lettere è il carteggio di Francesco Cherubini che copri l'ufficio di verificatore presso la copisteria del Ministero di Guerra e Marina e che attese con grande ardore a coltivare gli studi. Esso èin gran parte costituito dalle lettere di due suoi corrispondenti, e precisamente da 414 lettere di Giovanni Gberardini, dal 1809 al 1846 (AC. XII, 31) e da 52. dal 1811 al 1833, dell'abate Giuseppe Taverna, letterato e pedagogista di Piacenza, autore di numerosi e pregiati scritti che ebbero larghissima diffusione. Vi sono, dello stesso Cherubini, vari scritti mediti, appunti per lezioni di filosofia, ed anche certe divagazioni intitolate Minchionerie mattutine (AC. XI, 2628). *)
Gruppi minori, anzi forse aliquote minime di più larghi carteggi* formano le lettere indirizzate a Gio. Batta Benelli, a Giuseppe Bernardoni, a Giacomo Beccaria, a Francesco Cusani, ad Achille Mauri, a Fortunato Stella, all'abate Gironi, già rammentato. Tra le lettere indirizzate a Giacomo Beccaria, consigliere di governo, nipote di Cesare, sono particolarmente notevoh" quelle di Federico Confalonieri, 1 maggio e 9 settembre 1814; 3) di Alberto Litta e di Carlo Giuseppe Londonio sulla missione dei deputati dei collegi elettorali del Regno Italico presso le Alte Potenze a Parigi nel maggio dello stesso anno, *) e sei lettere di Tommaso Grossi, hi una delle quah (3 Itigli 1848) ricerca un mutuo di 5-6 mila lire a favore di Alessandro Manzoni (AF. Xm, 14, nn. 117, 121, 124, ecc.).
Nel carteggio di Francesco Cusani presentano maggiore importanza, per numero ed omogeneità, 13 lettere di Samuele Biava di argomento letterario, ma con frequenti allusioni a fatti e a persone specie dell'Università di Pavia (AF. XIII, 14, n. 100). In quello di A. Fortunato Stella, il noto editore di Milano, sono più numerose le lettere di Antonio Cesari, tutte relative alla stampa di sue opere (AF. XTV, 23, n. 12); ve ,
i) In generale questi singoli carteggi non hanno conservato la loro unità originaria, e perciò le lettere dei vari corrispondenti si trovano mischiate con altre di varia provenienza, secondo l'ordinamento generale.
2) Tra le opere principali, a stampa, del Cherubini sono da noverare il Vocabolario mantovano-italiano (1827), e il Vocabolario milanese-italiano, 5 voli. (1839-56); e del Ghcrardini le Voci e maniere di dire italiane, 2 voli. (1838-40) e il Supplemento ai vocabolari italiani, 6 voli. (1852-57). Vedi sui due scrittori: G. MAZZONI, L'Ottocento, Milano, F. Vallardi, 1934, voli. 1 e li, passim. ....,
3) Già edita dal Gallavrcsi. Carteggio del conte Federico Confalonieri, Milano,
1910, parte 1, pp. 241-242.
) Com'ft noto, Giacomo Beccaria disimpegnò con grande solerzia e con gronde tatto le funzioni di segretario della Deputazione. Cfr. E. VERGA, La Deputazione dei Collegi elettorali del Regno d'Italia a Parigi nel 1814, in Archivio Storico Lombardo, 1904 fase. 2, pp. 303-333. Numerose carte e documenti del Beccaria si trovano nel Mueoo del Risorgimento di Milano. Cfr. M. Rosi, Dizionario del Risorgimento Nazionale, Milano, 1930, vói. I, p. 216.