Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; MILANO
anno <1942>   pagina <399>
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La Biblioteca Nazionale di Milano 399
e letterario. Un apposito catalogo facilita grandemente le ricerche degli studiosi. Naturalmente, anche per questi autografi, qui si danno Bolo cenni limitati e sommari.
Per il periodo dei principi riformatori e della preponderanza francese sono da segnalarsi lettere del generale Giuseppe Balabio, di Cesare Beccaria (lettera senza data e senza indiri OTTO, forse ad Alessandro .Verri, ?e firme autografe a lettere d'ufficio del­l'a. 1783); di Carlo Botta (Parigi 17 marzo 1810 a Luigi Bossi in Milano); di Achille Fontanelli al generale Teulié; di Ugo Foscolo (biglietti autografi a Giuseppe Cusi di Milano: 1807-14) (AE. XV, 5, n. 52); di Giuseppe Lahoz, capo della Legione lombarda; di Giuseppe Lechi al generale Domenico Pino, 30 settembre 1805 (AF. XIII, 14, n. 29); di Giuseppe Luosi, membro della Giunta di difesa generale della Repubblica cispadana (29 piovoso a. V.); di Francesco Mclzi, presidente della Repubblica italiana; di Pietro Moscati, prima consigliere di Stato e poi ministro dell'istruzione durante il Regno d* Italia (AB. XV, 21, n. 1); di Giuseppe Parini (quietanze di stipendio mensile: 1 ago­sto 1789 e 1 dicembre 1795); di Lorenzo Pignottì ad Antonio Fossombroni in Arezzo, Firenze 26 dicembre 1772; di Giovanni Antonio Ranza, senza data né indicazione di luogo, al Direttorio esecutivo della Repubblica cisalpina (AF. XV, 9, n. 30); di Ales­sandro Verri al nipote, Roma 7 gennaio 1804; del barone Alessandro Zanoli, commis­sario di guerra della Guardia Reale del Regno d'Italia, dell'a. 1808; di Giuseppe Zucchi, colonnello del primo reggimento d'infanteria di linea dell'a. 1809, ecc. ecc.
Più. numerosi, com'è facile immaginare, sono gli autografi per l'ultimo periodo 181570. Più importanti, almeno per le firme che recano in calce, sono quelli di Aleardo Aleardi, di Michele Amari, Parigi 1 febbraio 1857 al prof. Andrea Zambelli; di Giovanni Arrivabene al nipote Opprandino, Bruxelles 20 agosto 1844 (AF. XV, 12, nn. 184-185); di Cesare Balbo all'abate Migliore, Madrid 22 gennaio 1818 o 1819, con la quale lo prega di interessarsi per gli assegni che gli spettavano come incaricato sardo di affari in quella capitale; di Angelo Bargoni, di Giovanni Berchet, Parigi 24 marzo 1832, alla marchesa Costanza Arconati. a Bruxelles (AE. XV, 7, n. 16); di Agostino Bertani, 15 agosto 1861, ad Angelo Brofferio; di Nino Bixio, Reggio di Calabria 22 agosto 1860, alla moglie.
Varie sono le lettere di Carlo Botta, sette in tutto, indirizzate a corrispondenti diversi: al cav. Maggi, governatore di Vicenza, ad Andrea della Libera, a Camillo Ugoni, al dottor Fossati, ecc. Vari anche gli autografi di Angelo Brofferio, non lettere ma minute di vari scritti, precisamente: 1) un proclama agli Italiani invitati a sottoscrivere per l'acquisto di un milione di fucili; 2) informazioni del Comitato centrale stabilito a Genova per provvedere alla spedizione dei Mille; 3) note di earte sequestrate in una perquisizione e appunti per una interrogazione, relativa alla medesima, al Ministero dell'Interno (AG. XV, 1, n. 11).
Seguono in ordine alfabetico, lettere di Benedetto Cairoli, Milano 2 agosto 1878 al colonnello Carlo Mariani; di Luigi Calamatta, Parigi 18 giugno 1845 a Francesco Giangiacomo e 9 novembre 1853 a Pietro Nocchi (AG. XV, 5, n. 88); di Federico Campanella, Firenze 25 marzo 1876 alla Società dei liberi agricoltori di Romagna; di Cesare Cantft; di Gino Capponi, Firenze 14 maggio 1832 a Ippolito Roscllini e altra ad altri; di Carlo Cattaneo ad Angelo Fava, 1855, e a Mauro Macchi, 4 maggio 1862; di Camillo Cavour (due righe a Gio. Batta Cassinis); di Antonio Cesari a vari (AF. XTV, 23. n. 12); di Luigi Cibrario, Torino 24 settembre 1860, a Damiano Muoni; di Francesco Dall'Ongaro (otto alla signora Caterina Zandonella; 183337, e una a M. Macchi, Lugano 14 febbraio 1851, e oltre ad altri); di Massimo d'Azeglio a Emanuele suo nipote, 9 dicembre 1864 e minuta di altra precedente con notizie che dovevano