Rassegna storica del Risorgimento

BIBLIOTECHE ; MILANO
anno <1942>   pagina <401>
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La Biblioteca Nazionale di 'Milano 401
a Verona, Venezia 29 settembre 1834 (AF. XV, 4, n. 4); le lettere e le poesie di Silvio Pellico; le sei lettere del conte Carlo Porro (AF. XIII, 14, n. 108); un sonetto e le poesie autografe di Carlo Porta e le sue lettere a vari corrispondenti; le lettere di Giovanni Prati; di Antonio Ranieri a Rodrigo Nolli, Napoli 27 novembre 1868; di Urbano Battezzi; di Bettino Ricasoli a Terenzio Mamiani, Firenze 8 febbraio 1861 * ebrea la direzione che si era proposto di conservare in Toscana per la pubblica istru­zione; di Antonio, Rosmini, Stresa 4 aprile 1843 circa controversie teologiche coi gesuiti (AF. XIII, 14, n. 78); di Giuseppe Rovani; Quintino Sella; Giuseppe Taverna; Niccolò Tommaseo; Camillo Ugoni ad Antonio Sordelli, 10 novembre 1849; di Cri­stina Trivulzio di Belgioioso al conte Gio. Batta Morosini, Parigi 12 giugno 1834 e ad altri {AF. XV, 12, n. 161); Giuseppe Verdi; Vittorio Emanuele II al conte Gustavo Ponza di San Martino (AF. XIII, 4, n. 19).
In ultimo sono da ricordare gli autografi Cameroni, raccolti cioè dall'abate Carlo Cameroni che, come è noto, dopo il 1849 fu in Torino capo del Comitato di assistenza degli emigrati politici d'ogni parte d'Italia. Essi dovevano servire, come forse anche servirono, per una lotteria a beneficio degli esuli più poveri e bisognosi. Sono in tutto 545, racchiusi in due cartelle e appartengono, in gran parte, a letterati, scienziati, artisti e uomini politici dei secoli XVIII e XIX: vi si trovano anche sette lettere di principi. Per lungo tempo essi rimasero custoditi presso l'Archivio di Stato di Torino, poi, in seguito ad accordi intervenuti tra i Ministeri dell' Interno e della Pubblica Istruzione, passarono alla Biblioteca di Brera. Si può dire che molte delle lettere e dei documenti che né fanno parte hanno solo valore di autografo, cioè presentano scarsa o minima importanza per il loro contenuto, e aggiungere anche che la storia politica vi è trattata in modo assai limitato.
Nella prima cartella si trovano numerose lettere, d'argomento letterario, in parte indirizzate a Giuseppe Bernardoni, funzionario di governo a Milano. Vi figurano più largamente rappresentati Teresa Bandettini, la celebre <t Amarilli Etnisca, con 25 lettere, dal 1795 al 1805; Paolo de Capitani con 24, Giovanni Gberardini con 21, ecc. Vi si trovano poi autografi, in numero diverso, di Giuseppe Acerbi (18 agosto 1815, con accluso l'avviso a stampa della Biblioteca Italiana); di Cesare Arici (otto lettere), di Filippo Belletti; di Bartolomeo Gamba, di Tomaso Grossi, di Pompeo latta, di Lorenzo Mascheroni, di Achille Mauri, di Giuseppe Montani (tre lettere del 1821), di Pier Alessandro Paravia, di Giovanni Torti, ecc.
Nella seconda cartella sono, invece, raccolte lettere indirizzate per la maggior parte allo stesso abate Cameroni per raccomandargli singoli esuli, o per esprimere idee e pensieri di circostanza sull'emigrazione politica italiana. Particolarmente note­voli 22 lettere di Cesare Correnti al Cameroni degli anni 184950, quattro di Ferrante Aporti, al medesimo, e una di Massimo d'Azeglio, del 1851, allora presidente del Con­siglio dei ministri, nella quale si diceva lieto che il Cameroni avesse consentito a con­tinuare nell'opera disinteressata di assistenza a favore dei profughi rifugiatisi in Piemonte* Oltre le lettere, vi sono anche manoscritti originali di opere: ad esempio, il trattato, non compiuto, di V. Gioberti De religione, già accennato, e la traduzione dell'opuscolo del generale Oudinot, Dell*Italia e delle sue forze militari, compiuta da Mariano d'Ayala, esule allora in Piemonte, dopo essere stato ministro della guerra
in Toscana.
ERSILIO MXCHBI.
1) Pubblicata nel giornale 11 Risorgimento, di Torino, 9 gennaio 1880.