Rassegna storica del Risorgimento
PELLICO SILVIO
anno
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1942
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pagina
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402
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VARIETÀ, RASSEGNE E DISCUSSIONI
UNA LETTERA INEDITA DI SILVIO PELLICO
In Rassegna Storica del Risorgimento (anno XXVII, fascicolo I, gennaio 1940, p. 74), Renzo U. Montini esprìmeva il desiderio che si prendesse l'iniziativa di offrire agli studiosi il completo epistolario pellichiano. Giustamente, perchè le lettere del Pellico sono attuai' mente disperse qua e là in tanti libri e periodici e forse più d'una è ancora inedita.
L'appello aveva quindi piena ragione di essere lanciato. I grandi personaggi avrebbero bisogno d'essere sottoposti ad un processo informativo come fa la Chiesa per i suoi Santi. Come la Chiesa fa obbligo a quanti hanno avuto rapporti con loro d'inviare relazionirlettere, memorie, còsi un comitato cittadino o nazionale potrebbe diffondere un pubblico invito per la raccolta di quanto pud contribuire alla illustrazione della vita e delle opere di un personaggio. Lo si fa talora, ma solo i dotti, i lettori di Riviste d'alta cultura ne sono informati e allora si fanno ricerche, di solito, là dove sono state esauritele più minute esplorazioni, nelle biblioteche e nei pubblici archivi, mentre molto spesso è proprio il popolo che è depositario di vere rarità letterarie e artistiche, come è capitato di trovare un Raffaello o un Tìntoretto sotto il porticato di una casa colonica.
Avvenne proprio a me di sapere, per caso, che un mio alunno era in possesso di autografi di alti personaggi, venuti a lui in eredità da uno zio monsignore, professore del Seminario di Vittorio Veneto.1)
Fra tutte le firme che decorano quelle carte, occupa un posto nobilissimo e distinto quella di Silvio Pellico, e il lettore si persuaderà che la lettera che riportiamo ha importanza particolare per il personaggio e per il contenuto. Sono tre pagine stese con una scrittura nitida e limpida, quella scrittura che è la caratteristica della mano e dello spirito dell'autore.
La lettera trovasi ora nella Biblioteca annessa al Museo del Cenedese in Vittorio Veneto. Porta la data 20 luglio 1845, da Torino ed è diretta a S. E. mons. Filippo Artico vescovo di Asti.2)
Anche in precedenza vi erano stati rapporti tra il Pellico e il dotto Prelato. A p. 280 dell'Epistolario di Silvio Pellico (pubblicato da Guglielmo Stefani, Le Mounier,
*) H maestro Alessandro Dall'Olio e la sua mamma hanno fatto dono al Museo del Cenedese in Vittorio Veneto di lettere autografe di vari e importanti personaggi: Silvio Pellico, Angelo Mai, Jacopo Monico, Tommaso Vallami, Alessandro Paravia, Cesare Cantù, Augusto Conti, Andrea Maffei. Le lettere appartenevano a mons. Giovanni Dall' Olio, gentile poeta, insegnante nel Seminario di Vittorio Veneto.
2) Mons. Filippo Artico nacque a Ceneda, ora Vittorio Veneto, il 16 febbraio 1798. Per volontà di Carlo Alberto era stato nominato vescovo di Asti e aveva preso possesso della Diocesi il 17 marzo 1841. Uomo colto ed eloquentissimo ebbe la disgrazia di essere preso di mira da malvagi nemici che indegnamente lo calunniarono, malamente interpretando il suo zelo e negando la sua virtù (giugno 1847).
Silvio Pellico lo s limava per le distinte qualità della mente e del cuore e quando seppe che il Vescovo soffriva, per quell'indegna accusa gli scrisse una lettera di conforto, esprimendo la speranza che sarebbe uscito innocente e glorioso dalla nera calunnia. L'augurio di Silvio si avverò. (Tale lettera era In mano di mons. Jacopo Bernardi; gli venne rapita da indelicate ed irose mani con altri preziosi scritti. Cosi Jacopo Bernardi in Cerni biografici intorno a Mons. Artico).
Mons. Artico mori a Monte Celio di Roma il 21 dicembre 1859.