Rassegna storica del Risorgimento

PROMIS CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; GUERRA 1848-1849
anno <1942>   pagina <412>
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412 Giuseppa De Marchi
Quanto ai documenti italiani ufficiali, non li ho potuti mandare poiché solamente ara li vado copiando, e le copie non avendo uopo di essere sottoposte agli occhi del Re, restituirò gli originali datimi, appena siano Uberi, Di ciò io fo parola nella lettera che unisco ed indirizzo a S. M., pregando la S. V. a volerne essere presentatore, conte pure vi tocco di alcuni altri punti e singolarmente di guanto concerne la stampa, per la quale io propongo al Re la stamperia reale, il di cui proto (S.r Ottino) non ò curioso: guanto al segreto, saprò far in modo che per causa mia non possa venir scoperto.
Ora (posto come mi lusingo, che S. M. approvi il lavoro) Vaffare importantissimo sarebbe appunto quello della stampa cioè il numero degli- esemplari da essere tirati, il pagamento della spesa occorrente ed il modo di farlo.
Ho pensato quanto sotto vado esponendo alla S. V.pregandola delle sue osservazioni, e di comunicare ogni cosa a S. M. come Ella crederà opportuno.
Dirò al proto Ottino, che un signore che è mio amico da lungo tempo ed occupa nella armata un grado distinto, avendo preso parte alla guerra, veduto i principali fatti e degli altri avuto sicure relazioni dai suoi amici, scrisse questo libro: non essendo e non credendo di essere gran letterato, mi ha richiesto di ripassarne la lingua e lo stile, ciò che io feci ed ad evitare le cassature, pensai riscriver tutto di nuovo. Essendo egli ora ali armata non può soprintendere la stampa, e per altra parte non volendo incorrere nelle lagnanze degli amici o dei rivati che direbbero di essere stati o criticati ingiustamente o non lodati abbastanza, egli (che ciò fa solo, onde far conoscere la verità) si è risoluto a celarsi sotto il vélo dell'ano­nimo volendo assolutamente restare ignoto: per questa cagione, io ho preso l'assunto di cercare lo stampatore, correggere le prove, pagar la spesa, ricevere gli esemplari stampati.
Pare a me che a questo modo né il Re, né VIntendenza della R. Casa, apparentemente non vi entrerebbero per nulla: se la S. V. approva la mia proposizione e S. M. non dissente, io farei ogni cosa, poi ritirerei in casa mia i volumi, pagherei, e finalmente rimetterei a V. S. U conto della spesa datomi dalla stamperia e ne prenderei gli ordini relativamente alla vendita, distribuzione e spedizione dei libri.
Mercoledì (7 corrente) ho pur'anche ricevuta la lettera della S. V. colle incluse carte.
Ho l'onore di rassegnarmi colla più perfetta considerazione della S. V. RLma
umil.mo dev.mo servitore Carlo Promis.
(E la lettera, diretta al Re, partita da Torino per Alessandria assieme a quella per il Canna, era molto più particolareggiata. Essa diceva:
Sire
l'ai Vhonneur de soumettre à V. Af. le travail doni V. M. a bien voulu m'honorer. En attendata des ordres ultérieurs de V. Af. fai omis la traduclion des troie pièces suivantes conténues danti Ut récit des évSnements fàcheux.
la 1? (page 4) *) contieni la lettre du Prince de Lucques à V. M. et la ripense de S. A. R. le Due de Savoie au Prince. Dans la 2? (page 10) ony porle des haute personages qui par raiion de sante ou autres, ont dù quitter la personne de V. M. pendant la guerre.
La 3? (page 21) contieni des observatUms adressies par V. M. a Mr. Desambrois a Marmirolo.
J*ose prier V. M. de vouloir me permettre quelques respecteuses observations à cet égard, et V. M. enjugera. V. M. m'ayant ordenné avant-tout qucje dussemettre ce travail
i) È indicata la pagina del manoscritto del Re.