Rassegna storica del Risorgimento

PROMIS CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; GUERRA 1848-1849
anno <1942>   pagina <415>
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Note storiche, ecc.
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coewr tCeut que le juste prcssentimcnt de ce qui devait nous arriver. Car nousfùmes obligés de nous retirer sans ètre battuti mais visiblement frappés par un enchatnement de circon-stances dirigées par la juste colere du Seigneur.
L'undici settembre giunse a Alessandria il plico dei manoscritti con le due lettere Il mattino stesso il Canna rassegnò i manoscritti suggellati come mi giunsero alla M. Sé il quale alla sera, nel restituirli al Canna, gli comandò di significare al Promis che tanto ta traduzione, quanto la prefazione avevano incontrato il pieno suo gradimento ordinandomi anche di attestarle la particolare Sua riconoscenza per la premura, colla quale ha fatto sì lungo lavoro, di cui S. M. si è mostrata contenta, ed ha fatto ogni possibile elogio,
S. M. si è degnata di approvare così, il Canna ire tutto e per tutto il divisa­mente di V. S. 111.ma di affidare alla Reale Tipografia la stampa del manoscritto colle precauzioni proposte nel foglio a me diretto. La M. S. desidera che ne siano tirati duecento esemplari, rimettendosi pienamente al giudizio di V. S. III. ma circa il formato, caratteri, la qualità della carta, ecc..
H Re era soddisfatto e, possiamo immaginarcelo, altrettanto il Promis. II quale però trovava troppo scarso il numero di duecento esemplari volnto dal Re; gli scrisse perciò di aggiungere alle 200 copie, da lui volute, così annota in un foglietto a parte del pròmemoria altre 100 copie e farle vendere dai librai, onde il non essere in vendita non generasse sospetti ed ad un tempo il libro fosse più noto. Rispose che ne facessi pure stampare 300, ma che prima di porle in vendita, facessi leggere il libro a qualche persona intelligente onde averne Vavviso (il che significa che egli vuole anzitutto conoscere a questo riguardo la pubblica opinione, prima di cimentarsi come autore).
Avuto il Reale consenso fui subito annota il Promis alla stamperia, m'intesi col proto Ottino, diedi il ms., ed ebbi man mano le prove, sinché il martedì 17 ottobre alla sera n'ebbi 10 copie, delle quali fui a presentare 3 al Re U 18 di buon mattino; ma essendo egli alquanto infermo ed in compagnia della Regina, mi fece dire di ripassare alle 91/2, al che risposi che non m'era possibile, dovendo io alle 91/4 trovarmi al Ministero di Guerra alla seduta delle commisione. *) Due giorni dopo mi fece dire da mio fratello che Vopera gli era piaciuta assaissimo e voleva farmi chiamare altra volta per esternarmi la sua approvazione.
Intanto il segreto era trapelato ed ecco come annota il Promis:
Prima del 17 ottóbre (prima quindi che uscisse dalla tipografia) seppero la cosa: io, mio fratello, il Cte Castagneto, il eoo. Canna, il Cte Balbo, il Cte Revel, il Principe di Carignano, il M.se Costa, il cap. Ferrerò di Savoia (che deve, averla saputa dal M.se Costa), il cav. Cibrario..... e certamente molti altri.
E tra questi molti altri teneva il primo posto il gen. 6. Dabormida. 2) Questi era Ministro della guerra. Ora, per ovviare, al pericolo che l'opera contenesse alcunché
) Dopo la campagna del *48 fu istituita una Commissione incaricata di riferire sui rapporti dei Generali e degli Ufficiali superiori che avevano preso parte allo guerra. Il Promis fu nominato segretario. Essa fu istituita dal Dabormida. Cfr. L. CELIALA, Giuseppe Dabormida, Torino, 1896, p. 252.
2) Giuseppe Dabormida Conte. Nato a Verrua (Torino) il 21 novembre 1799, morto a Buriasco di Pinerolo il 10 agosto 1859. Avviatosi alla carriera militare, nel 1838 fn chiamato a Corte come maestro dei principi e vi rimase fino al 1841. Il 21 agosto 1848 accettò il portafoglio del Ministero della guerra, succe­dendo al dimissionario Franzini. Il Re fu soddisfatto perchè personne ne pourrait