Rassegna storica del Risorgimento
PROMIS CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; GUERRA 1848-1849
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1942
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416
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416 Giuseppe De Marchi
di contrario a quel Ministero, Cesare Balbo consigliò al Promìs di scegliere questo distinto nomo di Stato per la revisione desiderata dal Re. Quindi un martedì sera (non precisa di più la data) scrisse a Domenico Promìs.
Caro Collega
Mi pare che sarebbe bene che suo fratello mostrasse Vopuscoletto a Dabormida per vedere se nulla contraria il ministero della guerra. Se fossi rimasto io l'avrei guardato io o non l avrei guardato. Ora, essendo assente e molti o almeno alcuni guardano male quanto viene da me, temerei che (sapendosi che io aveva cercato e pregato suo fratello) vi si volgerebbero contro.
Prudenza non è mai troppa. Ma se la stima troppa la lasci stare e vada avanti senz'altro. E, buona notte... mi voglia bene
C. Balbo
Carlo Promìs accolse il consiglio e il 27 settembre scrisse al Dabormida per chièdergli tale favore. *) In questa scelta il Promìs l'azzeccava giusta: il Dabormida desiderava appunto leggere il libro per vedere varie cose, che lo interessavano, e, proprio lo stesso giorno in cui gli sarebbe stata recapitata la lettera del Promìs, egli gli scrisse dicendogli se ella si compiacesse comunicarmi Ze MEMORIE sulla campagna le sarò sommamente grato, giacché sono impaziente di vedere il legame che si è saputo dare alle osservazioni, e la spiegazione di molte cose che sono tuttora per me inesplicabili; dico che si è saputo dare perchè non lo vedo che ci fosse un piano e non dubito eh*élla avrà collegati i fatti in modo da far credere che il piano rifosse,*)
Oltre il Dabormida, C. Promìs pregò per la revisione il Gen. Giovanni Durando 3) il cui giudizio poteva molto valere sull'animo del Re, del quale era
aussi bien que vous diriger dans ces moments difficiles un tette administration (lett. di C. Alberto al Dabormida 23 agosto 1848, pubblicata in L. CWTAT.A, op. cit., p. 115). Si dimise dal Ministero della guerra il 27 ottobre 1848. Fu nominato a succedergli il Gen. Alfonso Lamarmora, designato dal Dabormida. Dopo la disfatta di Novara fu inviato da Vittorio Eni. II a Milano per le trattative di pace con l'Austria. Mentre si trovava a Milano C. Promìs gli inviò un'ampia relazione (107 pagine mss.) sulla Campagna, dal 20 al 25 marzo 1849 che il Dabormida corresse ed ora trovasi nell'archivio Proxnis.
Per la vita del Dabormida fino al 1849 cfr. L. GHIAIA, op. cit.
1) La lettera è pubblicata in G. LOMBROSO, op. cit., p. 157; L. CHIALA, op. eh., p. 488.
2) Sulla stessa lettera del Dabormida il Promìs abbozzò la risposta (30 settembre): La prima copia sarà per lui. Ha ragione di dubitare, che non vi fosse un piano generale, non essendovene nemmeno uno particolare! sono semplici fatti slegati ad onore del Re e dell'esercito e ben lungi dal formare la vera storia della campagna.
D Giovanni Durando. Nato a Mondo vi nel 1804 morto a Firenze il 27 maggio 1869. Ufficiale nell'esercito piemontese, essendosi compromesso nei moti del 31, emigrò. S'arruolò nella Legione Straniera del Belgio, indi passò come capitano al servizio di Don Pedro di Portogallo, indi al servizio della Spagna. II 24 marzo 1848 gli venne affidato con grado di generale il comando supremo delle truppe pontificie a latore al servizio della S. Sede e più tardi il comando delle truppe venete dell'armata di terra, meritando a Vicenza la medaglia d'argento al valore militare. Il 5 ottobre 1848 C. Alberto lo nominò Luogotenente generale e suo Aiutante di campo ed al 31 dello stesso mese gli affidò il comando della 1* divisione dell'Armata. Ebbe nel 1850 il