Rassegna storica del Risorgimento

PROMIS CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; GUERRA 1848-1849
anno <1942>   pagina <417>
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Note storiche, ecc. 417
aiutante ai campo. Ad ambedue dovette dir tutto per loto norma raccomandandomi per altro pel silenzio anche verso il Re, e che nella loro risposta non lasciassero trapelar nulla. II19 ottobre il Promis consegnò loro il volume. *) Ed il 28 ottobre già aveva dal Gen. Giov. Durando la risposta nella quale gli esprimeva il ano giudizio. Essa diceva:
Torino, 21 ottobre 1848*) Chiarissimo Sig. Professore,
Ho letto colla massima attenzione il libro sulla nostra guerra d'indipendenza, ch'Ella mi favoriva desiderandone avere la mia opinione.
Alla magnifica prolusione segue una narrativa altrettanto facile e chiara quanto è scritta in stile militare e .senza quei pomposi epiteti, di cui si valsero negli uffizii di comitati di governo gli incaricati della compilazione di fatti d'arme, occorsi durante il primo periodo della nostra guerra d'indipendenza. Ha seguito l'autore sopra una carta speciale, e le accerto Sig. Professore, che chiunque seguirà lo stesso metodo per occupato che sii dalle relazioni publicate à tort et à travers dai giornalisti si formerà un'idea giusta dei fatti L'autore ha attinto a buona fonte e chi vorrà più tardi scrivere una storia completa dei fatti nostri dovrà ricorrervi.
Vero è che la parte critica potrebbe essere più completa e che l'autore lascia desiderare qual fosse il pensiero cui erano coordinate tutte le mosse, e subordinate le fermate delle nostre truppe, ma nelle circostanze in cui ci troviamo, è pericoloso seguire l'esempio di tanti, che intemperanti ed importunamente criticando, seminarono la diffidenza nell'esercito e non è prudente svelare un piano di guerra che potrebbe rinnovarsi, e che forse non era conosciuta che dal Re e dal suo ministro a latere.
Deve poi l'esercito ed il paese tutto essere riconoscente all'anonimo, che ha efficacemente rivendicato l'onore delle armi piemontesi, dimostrando che non per difetto di coraggio o per maggior perizia dell'avversario, ma per inanità e spossatezza cessarono di essere vittoriose senza mai essere state vinte. Lo aver solleticato l'amor proprio dei Savoiardi oltrecchè era giustizia, è di sottile politica. Infatti la Savoia che non tiene all'Italia che per la dataci gloriosa stirpe di Umberto, vuol essere mossa con altre molle che non per quelle d'indipendenza, fusione ecc. E poiché l'autore parlò di Savoiardi forse doveva insistere maggiormente sulla particolarità d'averci dato una dinastia. L'orgoglio dei Savojardi non ammette U fatto di Berengario.
Tal'è, Sig. professore, l'impressione che mi ha lasciato la lettura del libro in que­stione. L'autore ha reso un gran servizio alla nazione ed all'armata: io per mia parte gitene sono grolissimo e spero che tutti i buoni divideranno questo mio sentimento.
Colgo l'occasione per protestarmi colla più distinta stima, sig. professore
Suo dev.mo serv.re Giovanni Durando.
comando della divisione militare di Novara, nel 1851 di quella di Cagliari, nel 1852 di quella di Alessandria. Comandò la la divisione del Corpo di spedizione in Oriente nel 1855. Nel 1860 fu nominato Senatore del Regno e Generale di Corpo d'Armata. Nel 1867 ebbe la nomina di Presidente del tribunale supremo di guerra e marina.
1) Vedi la lettera scritta in questa occasione al Gen. Dabormida in G. LUMBBOSO* op, dt p. 160; L. CHIALA, op. cit., p. 497; A. LUMBBOSO. op. cìt., p. 444.
2) Retro alla lettera il Promis annotò Ebbi questa lettera sólamente addì 29 ottobre; la feci tenere al Re il 30, e la riebbi il 31.