Rassegna storica del Risorgimento
PROMIS CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; GUERRA 1848-1849
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1942
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418
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Giuseppe De Marchi
Com'era ovvio, la lettera fa il giorno dopo rimessa al Re. Nel presentarla il Promis approfittò dell'occasione per chiarire diverse cose, soprattutto sul timore che era venuto al Re che Vouvrage aurait circuii dans les bureaux de joumalistes avant mime que d'atre consignS aux mains de l'Auteur. *) Ed elencò perciò i diversi enti e* persone, alle quali si era dovuto rimettere per diritto o per usanze esemplari dell'opera.2) Tenne pare ad informarlo che, siccome un impiegato della tipografia Sociale, avendo visto il libro, aveva trovato in esso materie per una speculazione libraria, egli aveva fatto porre sul verso ad ogni esemplare le parole proprietà riservala per impedire ogni contraffazione.3)
La lettera del Durando però lasciava alla Corte il tempo che trovava; non così quella del Dabormida, che giunse al Promis il 31 ottobre.*) Essa diceva:
Ill.mo Sig. Professore Carlo Promis,
Devo cominciare dal pregarla di accettare le mie scuse pel troppo ritardo messo ai corrispondere al gentile invito della S. V, Corona di farle conoscere il mio parere sul libro, ch'Ella si compiacque inviarmi: il ritardo fu involontario a motivo delle occupazioni dalle quali ero oppresso nei giorni addietro: occupazioni, che non mi toglievano il tempo soltanto, ma pure la libertà del mio giudizio inceppato ai mille dettagli importanti e spesso affannosi. La cui impressionabilità era ostacolo all'operar determinato, e si fu per obbedire al grido della mia coscenza che lasciai una carica troppo superiore alle mie forze.5) Ma, lasciando a parte queste scuse ch'Ella non mi chiede, veniamo all'oggetto per cui le scrivo.
i) Chi aveva messo questo timore nel Re era stato il C. Cossilla, direttore degli archivi di Stato piemontesi, il quale il 26 ottobre 1848 aveva chiesto al Re il permesso di imprestare l'opera, consegnata da pochi giorni all'archivio di Stato dalla Stamperia reale, ad un ufficiale, che aveva chiesto di leggerla. H Re rifiatò dicendo che si les Archives royales le font connattre, elles abusent alors d'un secret et font un ade blamable.
Protestò il Cossilla di uniformarsi ai suoi ordini, lo avvertì tuttavia che altri esemplari erano in mano di privati. Cfr. L. GHIALA., op. cit., p. 497, che cita G. LUM-BROSO, Carlo Promis, p. XXXVIII.
2) Jl Promis aveva in un primo tempo sospettato che colpevole di ciò fosse il barone Boggio. Ecco quanto scrisse il 28 ottobre 1848 a Gabriele Ferrerò, ufficiale nella brigata Savoia
Monsieur,
Lorsquefai eùVhonneur de parler hier avec vous, Monsieur, sur l'affaire que vous connaissez, je me suis exprimé d'une manière un peu trop hasardée sur l'origine presume* d'un exemplaire livré à Ut connaissance du public. M'étant procure à cet égard des information* tout à fall positiva;, je dois à la verità et à Vhonneur de dSclarer que AF le Baron Boggio n'y est d'aucune facon compromis, attendu qu'étant malade depuis plusieurs jours, n'a point emporté avec lui des exemplaires quelconques, et par consé-quent n'a pu les livrer à personne.*
3) La lettera del Promis al Re, d'accompagnamento della lettera del Gen. Giovanni Dorando trovasi in copia nell'archivio Promis.
*) Neirarchivio Promis trovasi solo copia di mano di C, Promis, avendo il Re trattenuto l'originale. Cfr. Q. LOMBROSO, op. cit., p. 161.
s) Aveva da quattro giorni (27 ottobre) dato le dimissioni da Ministro della guerra. Cfr. L. CHIALA, op. cit., p. 271.
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