Rassegna storica del Risorgimento

PROMIS CARLO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA ; GUERRA 1848-1849
anno <1942>   pagina <419>
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Note storiche, ecc. 419
Ho letto con molta attenzione il libro, e vi ho preso vivo interesse, perchè vi trovai cose a me ignote, e potei discernere nell'autore un sano criterio ed una vivissima simpatia per la santa nostra causa, nonché un'affezione sincera all'esercito, ciò che mi assicura debba essere un ufficiale distinto, il che sia detto senza pretesa di sorprendere il di lei segreto, ma rispondendo direttamente alla di lei domanda sulla convenienza di pubblicarlo, io le dirò con tutta schiettezza, che crederei cosa imprudente di ciò fare in questi momenti. Le passioni sono troppo vive, e quindi i falsi giudizi troppo facili: un partito più audace che numeroso, animato più dall'odio contro le monarchie, che da vero amore di patria, agisce con quanto di forze con condurci all'anarchia, da cui scioccamente pensa possa sorgere la republica: ebbene questo partito trarrebbe occasione dal libro per gridar forte che vi è nel-
I esercito un'antipatia per la libertà, per la Lombardia, si metterebbe a discutere i tristi giorni di Milano, farebbe suonar più alto la parola tradimento, in sostanza se ne farebbe un arma contro il partito dell'ordine, il solo che ami realmente un'onesta e possibile libertà.
II libro sarebbe esca alle passioni, ed ora abbiamo bisogno di conciliazione: forse, a tempi riposati, egli potrebbe essere di qualche utilità, svelando fatti e cause ignoti, ma ora io non mi vorrei assumere la responsabilità della sua publicazione.
Forse il mio giudizio non le aggrada, ed io la prego di non farne conto: mi richiese un parere, mi feci un dovere di darglielo leale: ma siccome conosco la superiorità del di lei criterio sul mio, la supplico di [nori dare alle mie parole più importanza che esse non hanno.
Mi continui la preziosa di lei amicizia e mi creda ad ogni prova di tutto cuore
31 ottobre 1848 H suo aff.mo amico
Dabormida,
H Dabormida, generale ed ex ministro della guerra, non approvava la divulga-
zione dell'opera! L'autorevole parola di questo ragguardevole personaggio non potè
xancare di far impressione al Promis, il quale però probabilmente non si illudeva più
molto sulla divulgazione dell'opera.1) Non minor impressione dovette fare sull'animo del
Re, il quale, come già aveva fatto dieci anni prima nel 1838 per le sue Riflexions histo-
riques,2) ordinò di ritirare tutte le copie e ne proibì la divulgazione. E addì 2 novem.
annotò il Promis nel suo pro-memoria riscossi dal tesoriere segreto del Re la somma
difr. 684,75 che mi fu fattati corrispondere d'ordine di S. M. per essere impiegata secondo
le sovrane intenzioni. Era l'importo della Stamperia Reale, che subito rimisi; il giorno 6
mandai la ricevuta al cav. Canna'. In tre mesi il libro era nato e morto! E l'unico, che
l'aveva visto nascere e morire, era stato con il Re il Promis. H Governo quindi pensò di
conferire al Promis, per la sua cooperazione a quest'opera, la croce cavalleresca. Egli
assolutamente, sebbene inutilmente, la rifiutò, perchè essa a questi tempi mi potrebbe
venir imputata a premio di servilità, 3)
J) Nella lettera a Gabriele Ferrerò cit. scrisse ... Tignare si jamais le livre susdit sera donni ou mie en venie, parco que cela tieni aux circumstances et à la manière de penser de Vauteur...
2) Esse furono ripubblicate o commentate da A. Monti: CABLO ALBERTO, Les Riflexions kistoriques, Modena, 1936.
3) La lettera fu pubblicata da G. LOMBROSO, op. cit., p. 161; L. CIMALA, op. cit p, 503 e da A, LUMBBOSO, op. cit., p. 444.
Nell'archivio Promis trovasi la minuta sul retro della quale il Promis annotò J Il 30 non. 48 scrissi questa lettera al Gen. Dabormida, dappoiché la sera antecedente il Cap. Scagnelli mi aveva detto al caffè di aver parlato per Tappe al Maggiore Valfrè