Rassegna storica del Risorgimento

FLORENZI WADDINGTON MARIANNA ; MAMIANI TERENZIO ; SCHELLING FRI
anno <1942>   pagina <423>
immagine non disponibile

La marchesa Florenzi, Terenzio Marnioni, ecc. 423
indulgenti per tutto il resto, sono rigidi oltremodo rispetto a cose attenenti alla religione. Il luogo solo adatto per ciò in Italia, mi sembra Milano. *)
Ci sorprende che il solo luogo adatto in Italia fosse Milano, dove vigilava la oculatissima e sospettosissima censura austriaca: è probabile che questa volesse dare l'illusione che la libertà del pensiero filosofico venisse rispettata. Comunque per la pubblicazione fu scelto Milano e come editore il cavaliere Oggioni. Ad esso da Parigi il 4 novèmbre 1844 scriveva il conte Mamiani per sollecitarne la pubblicazione, poiché lo stesso Mamiani era venuto a sapere che in Erancia si veniva preparando una versione francese del dialogo dello Schelling: la marchesa Florenzi rischiava di perdere la priorità della, versione e se fosse apparsa prima la francese molti avrebbero potuto sospet­tare che su quella si fosse condotta l'italiana. Così all' Oggioni il MuTnipnì diceva: 2) Finora la versione del francese [forse il Ravaisson] non è pubblicata, ma da un giorno all'altro possiamo vederla fuori e messa da per tutto in vendita perchè qui ogni cosa si fa con molta sollecitudine e si manda alle quattro parti del mondo. Assai mi dorrebbe che la marchesa Florenzi perdesse il pregio dell'anteriorità e si potesse accusarla di aver tradotto da traduttori. E nella medesima lettera accennava il Mamiani ai rigori della censura, sulla cui serenità aveva sperato: A me non preme gran cosa di salvare quelle poche righe cancellate dai revisori e solo gliene parlo perchè ho ferma fede di dissi­pare i dubbi ai quali anno dato luogo. Il Fichte non impugnò le armi se non per cacciare i francesi di là dal Reno; e che di questa opera virtuosissima si debba fare silenzio, io non crederò mai, benché .conosca per fatto proprio la incredibile severità di talune revisioni italiane; ma della lombarda avevo differente opinione. Sicuramente il filosofo Mamiani non aveva dimenticata la patria sua quando scriveva la prefazione, e parlando del filosofo Fichte che prende le armi per salvare la sua patria aveva pensato al compito dei filosofi e acceso la sua prosa di commossa eloquenza, preso da un palpito di ammirazione e di sim­patìa. Ma la censura, dal fiuto finissimo, aveva sentito che anche nell'aria dell'innocente rievocazione storica c'era odore di italiana indipendenza e aveva ... cancellato il passo.
Verso la fine del novembre del 1844 la versione del Bruno apparve al pubblico. Essa era preceduta da una lunga prefazione del Mamiani dove ai parlava di Giordano Bruno, della filosofia tedesca, di quella italiana e del suo nuovo indirizzo e si additava alla riconoscenza di tutti i dotti italiani la marchesa Marianna Florenzi che si era resa del numero di quei pochi che menano gli ingegni italiani a bere alle fonti originali e non alterate della filosofia tedesca. Presto il volume si diffuse in Italia e fuori, tutti ne lodarono l'eleganza dello stile e la precisione della versione. Anche a Parigi incontrò il favore del mondo più fine della cultura. Scrive il Mamiani alla Florenzi:3) Lamennais, Cousin, Le Rous, Barbier, Libri, La Cisterna, Madama Arconati, Madama Guiccioli e alcuni altri hanno già il vostro libro e presto porrò in ottime mani le rimanenti copie. E soggiungeva: Chiara poi la dico (la versione), per quanto da voi è dipenduto, che risguardo ai concetti, quel dialogo di Schelling mi avrà sempre aria di un libro sibillino e beato chi lo capisce tutto.*)
lì La lettera in data 6 febbraio 1844 è nell'opuscolo Saggio di lettere d'uomini illustri alla signora marchesa Marianna Fiorenti Wadington. Estratto dalla rivista L'Umbria e le Marche a p. 7.
2) VITERBO, op. ài., voL I, p. 264.
3) Vedi Saggio, ecc., cit. p. 12.
4) II povero conte Mamiani non dovette mai penetrare nel pensiero della filosofia tedesca che chiamava intingolo tedesco, nebbie germaniche, arrogante teutoniche, e con altre simigliali ti espressioni, come è anche opinione del Gentile. Vedi in Le origini della Filosofia contemporanea in Italia, voi. I, p. 101.