Rassegna storica del Risorgimento
FLORENZI WADDINGTON MARIANNA ; MAMIANI TERENZIO ; SCHELLING FRI
anno
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1942
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pagina
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425
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La marchesa Fiorenti, Terenzio Marnimi, ecc. 425
La marchesa Florenzi dovette per alcun tempo respingere l'allettante idea della ristampa fiorentina se il Le Mounier nella pubblicazione che ne fece nel 1859 dichiarò: la modestia della Signora fa vinta dalle mie reiterate insistenze.1)
Nel 1859 fa il dialogo ripubblicato e magnificamente, come era nel suo costume, da Felice Le Mounier: l'edizione era stata riveduta, corretta ed accresciuta di molte appendici; anche la prefazione del Marni ani fa corretta ed accresciuta di nuove idee.
Si ristampava quando i tempi cominciavano a cambiare e l'orizzonte politico d'Italia accennava a rasserenarsi. Già il genio del Conte di Cavour era stato riconosciuto ed attirava a sé tutte le fiduciose speranze degli italiani, il cavalleresco animo di Vittorio Emanuele aveva chiaramente dimostrato che avrebbe tratto la sua spada per dare all'Italia libertà e unità. H conte Terenzio Mamiani della Rovere, dopo lo sfortunato periodo di governo romano nel 1848, si era ritirato a vivere esule a Genova. Il Governo sardo, nella sua illuminata politica di protezione dei più chiari uomini di tutta Italia, aveva confortato di molti favori la vita d'esilio del conte Mamiani, a lui aveva concesso la cittadinanza sì che la fiducia e il suffragio dei genovesi aveva inviato al Parlamento ardo Terenzio Mamiani a rappresentarvi e a tutelarvi gli interessi e le aspirazioni della loro grande città. Favorevole ad una politica nazionale unitaria presto s'avvide il Mamiani che il Conte di Cavour era l'uomo provvidenziale per l'indipendenza italiana e si dette a sostenere con l'autorità dei suoi scritti e della sua parola il programma . interna ed estero di quel Ministero, di cui più tardi doveva far parte: con accenti profetici aveva pronunciato, a difesa dell'intervento sardo nella guerra di Crimea, un imponente discorso restato famoso nella storia del Risorgimento ed esemplare in quella dell'eloquenza italiana.
Da Genova, dove abitava, indirizzava il Mamiani alla marchesa Florenzi la seguente lettera inedita:2)
Genova li 23 febbraio 1856* Pregiatissima Signora ed amica,
La lettera vostra carissima mrà tolto un gran peso di dosso, perchè nel fondo della coscienza gravatami forte il pensiero d'avervi dispiaciuto e mi sgomentava il pericolo nel quale ni!era posto di perdere la vostra amicizia. Ma più della mia rusticità ed apparente ingratitudine à potuto la bontà e la cortesia vostra. E vi giuro che scrivendomi Voi con Ut usata amorevolezza ed intrinsichezza m'avete recato una soavissima e profonda consola" zione. Salvo che la mia gioia è stata un poco intorbidata da quella frase: la mia salate è Incerta, benché il tenore di tutta la lettera mi persuada il contrario, perchè se la salute Vostra vacilla, come potete applicarvi agli studi speculativi con tanto ardore da promettermi tra poco tempo V invio di unopera 8) da Voi stampata? Io voglio dunque pensar meglio di voi che non proverebbero le vostre parole. Quanto al ripubblicare il Bruno, io ve lo chiedo
i) Vedi Bruno, ecc., cit. Avviso dell'Editore.
2) É nell'archivio del conte Domenico Silvcstri-Florcnzi nella Villa di S. Marti-nello presso Perugia. A lui desidero pubblicamente esprimere attestato di riconoscenza per la liberalità signorile ed amichevole con cui favorisce gli studi perugini.
3) Forse* La Psicologia di Aristotile esposta da Carlo Wadington tradotta dalla marchesa Florenzi Wadington, con prefazione e note della traduttrice. Firenze, 1856, 41 cui più avanti si fa parola.