Rassegna storica del Risorgimento

FLORENZI WADDINGTON MARIANNA ; MAMIANI TERENZIO ; SCHELLING FRI
anno <1942>   pagina <429>
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Libri e periodici 429
stato attuato dal Salvotti, era soltanto un parto della fantasia patriotticamente ecci­tata del D'Ancona. Ma ciò che tranquillamente possiamo affermare noi ora, in possesso, grazie al Salata, degli interi Costituti, non poteva certo esser chiaro al D'Ancona.
Ma v'ha di più. Un anonimo scrittore reazionario della Civiltà Cattolica, autore di un articolo su J Costituti del eonte Confalonieri, pubblicato nell'annata 1902 di quella rivista, nella puntata del 18 ottobre scriveva queste auree parole: I Costituta del Con­falonieri non furono distrutti, come si vuole dare ad intendere: furono lasciati nell'Archi­vio del Tribunale di Milano, " allorquando le truppe austriache abbandonarono, dopo l'esito della battaglia di Magenta, in tutta fretta Milano e la Lombardia ;l) furono visti e studiati da Alessandro Cusani; furono conosciuti da Cesare Cantò, e da altre persone che non accade nominare. Perchè dunque nasconderli ? Perchè non dare alla pubblica opinione il pascolo della verità, ed impor fine una volta alle leggende? Forse che si ha paura, che col far conoscere i Costituti di Federico Confalonieri, di Silvio Pel­lico, di Pietro Maroncelli... ne debba crollare l'edilìzio dell'Italia una?. Nella mente di questo scrittore,2) dunque, la mancata pubblicazione dei Costituti del Confalonieri si doveva ad una specie di complotto organizzato dal Bonfadim e dal D'Ancona, i quali avrebbero tenuto celati quei documenti, per paura che da essi dovesse rimanere sminuita la figura del Conte milanese ed indebolita la posizione dell'Italia unita 1
La verità, come appare chiara, è ben diversa, e la fin qui mancata pubblicazione dei Costituti del Confalonieri non si doveva a nessun complotto, ma semplicemente al fatto che i documenti mancavano effettivamente all'Archivio di Stato di Milano, ed erano finora rimasti irreperibili anche alle ricerche compiute a Vienna ed altrove. Quali poi siano state le vicende cui andarono soggetti i Costituti dal lontanò anno del pro­cesso milanese al 1924, quando furono ritrovati dal Salata, è ciò che sapremo non appena sarà pubblicato il quarto volume di quest'opera, nel quale il Salata promette, oltre che di tracciare la storia interna ed esterna del processo, anche di render conto delle vicende dei fascicoli contenenti gli originali dei Costituti del Confalonieri, dal 1824 al ritrovamento a Vienna, e di spiegare l'enigma della scomparsa, per tanti anni, degli importanti documenti. In questo ultimo volume, che conterrà quindi i risultati della fatica del Salata rispetto alla documentazione della biografia del Conte, l'illustre storico farà uscire un capitolo sulla figura del Confalonieri, dall'arresto alla consegna aHoJSpielberg, nella luce della documentazione, ora definitiva, ed un capitolo che servirà di guida archivistica e di saggio bibliografico del processo milanese istituito pei moti del 1821.
Sui Costituti, che vedono ora finalmente la luce nell'edizione originale ed integrale, ai possono facilmente fare alcune osservazioni. Innanzi tutto notiamo che gli interro­gatori del Confalonieri possono essere distinti in tre fasi. Una prima fase, quando alla direzione della Commissione governativa non si trova ancora il Salvotti ma il Menghin, comprende i primi 15 Costituti, ed è caratterizzata da una regolare condotta degli interrogatori, durante i quali il Confalonieri, pur facendo tutte quelle deposizioni che
i) Sono parole del Salvotti nella sua lettera apologetica al Negri, riferita dal Luzio in Antonio Salvotti e i processi del ventuno, Roma, 1901.
2) Volendo dare un'idea delle aberrazioni storiografiche e di buon senso cui con­duce l'incontrollato e gretto sentimento reazionario da cui è animato l'autore dell'arti­colo citato, diremo che per l'anonimo in questione il vero merito, non leggendario, del­l'infelice Confalonieri consistè nel promettere al Mettermeli nel celebre colloquio che dallo Spielberg gli avrebbe mandato per iscritto altre rivelazioni circa il sospettato centro organizzativo liberale di Parigi. Infine l'anonimo conclude affermando che al povero conte Federico Confalonieri l'alta levatura d'intelletto e tempra di carattere avrebbero pure potuto meritargli ben altra fortuna, se non si fosse fuorviato e perduto in tentativi insensati delle congiure!