Rassegna storica del Risorgimento

FLORENZI WADDINGTON MARIANNA ; MAMIANI TERENZIO ; SCHELLING FRI
anno <1942>   pagina <432>
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432 Libri e periodici
43 e 48; otto ore e mezzo, infine, il 9 ed il 21 interrogatorio: onde, invertendo l'af­fermazione del Luzio, dobbiamo dire che gli interrogatori più brevi ai quali fu sotto­posto il Confalonieri durarono cinque o al minimo quattro ore che son già molte e non furono i più frequenti.
Questo esempio, molto significativo nelle sue cifre eloquenti, può bastare à dimostrare che nel reagire alla tendenza partigiana della storiografia liberale dell' 800 gli storici più recenti hanno potuto alla loro volta oltrepassare la linea del giusto e dell'equo. A parte poi la questione di un fondamentale punto di vista nel giudizio etico-politico, che ci porterebbe ad un discorso troppo lungo ed inopportuno in questa sede.
Ma che cosa esattamente sia stato il processo per sintetizzare in. una sola parola tanti anni di sofferenze dei patrioti lombardi e del Gonfalonieri in particolare ce lo dirà il Salata, con l'autorità che gli compete, nel quarto volume dell'opera, di cui ci auguriamo prossima, la pubblicazione. Quanto ai volumi ora usciti, se nei primi due sono contenuti esclusivamente i 53 Costituti e le difese del Confalonieri, nel terzo il Salata ha pubblicato non solo altri Costituti e protocolli di esame del Conte, ma anche quei Costituti di altri imputati che vengono richiamati nelle depo­sizioni del Confalonieri, ed infine i Costituti di confronti tra il patrizio milanese ed altri coimputati.
Non taceremo, per finire, che al Salata va, oltre al merito di aver ritrovato e di aver pazientemente curato la pubblicazione di un cosi imponente insieme di documenti, anche la lode di averli corredati di una quantità considerevolissima di note eru­dite costituite prevalentemente da notizie tratte da documenti inediti, e di cenni biobibliografici che naturalmente riescono della massima utilità allo studioso e
al lettore. , M* ' '""' PAOLO ROMANO
TUIXIO VECCHIETTI, Il pensiero politico di Vincenzo Gioberti; Milano, I. S. P. I., 1941, in 16, pp. 416. L. 25. ( Documenti di Storia e Pensiero politico, n. 13).
Questo libro non è una semplice antologia giobertiana. L'A. ha scelto largamente negli scritti del Gioberti, dall'epistolario ai discorsi pronunciati nel breve periodo di azione di governo e alle grandi opere, con lo scopo ben definito di dare al lettore un quadro preciso della formazione, delle esitazioni e dei punti di arrivo del pensiero poli­tico del Nostro. Alla raccolta, i cui brani sono ampiamente commentati, il Vecchietti ha premesso alcune pagine introduttive, rapide ma succose, che mi pare opportuno ricordare qui almeno nelle linee essenziali. Il pensiero politico del Gioberti appare da prima, secondo l'A., privo di una linearità, perchè egli percorre rapidamente vie distinte e divergenti senza che nessuna riesca a soddisfare il suo animo. Ma è proprio in questo senso di insoddisfazione che convien ricercare hi sua unità spirituale, in quanto essa traeva origine da quel profondo concetto del reale che egli contrapponeva a quanto persisteva d'intellettualistico nelle correnti d'idee che ancora dominavano la cultura dei suoi tempi. H suo realismo, che ebbe importanza fondamentale nella storia del nostro Risorgimento, perchè mirò alla negazione di errori accomunati da un fondo antistorico, e ad affermare vichianamcnte il valore delle leggi eterne ed universali immanenti nel genere umano, gravò negativamente sul suo pensiero per lungo tempo, perchè egli concepiva il reale quale realtà dell'essere, presa in sé e per sé, fuori della realtà del dover essere, intesa come una progressiva attuazione di un ordine presta­bilito. Di qui la ragiono delle continue oscillazioni, anche a proposito delle sue idee fondamentali, oscillazioni che egli non riuscì a comporre ohe tardi: nel Rinnovamento e in alcune delle opere postumo. Cosi si spiega il motivo intimo del Primato, che è la continua volontà di ricercare e di ricostruire una unità estrinseca alla storia in sviluppo; unità che andava invece ricercata nel medesimo processo storico, laddove essa esisteva già costruita. Tuttavia il Primato riuscì nel suo intento principale, di suscitare cioè un