Rassegna storica del Risorgimento
FLORENZI WADDINGTON MARIANNA ; MAMIANI TERENZIO ; SCHELLING FRI
anno
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1942
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pagina
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439
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Libri, e periodici 439
DOMENICO FARDO, Diaria, voi, I (1891-1895), a cura di Emilia Morelli; Milano I. S.
P. I., in 8, pp. 754. L. 60.
La prosa secca e schematica di questo Diario non inviterebbe certamente alla lettura, se non fosse che sin dalle prime note si in travede come esso costituisca mia testimonianza di primario interesse e quasi una guida per la ricostruzione di gran parte degli avvenimenti che si svolsero in un periodo grave e penoso della nostra recentissima storia.
Domenico Farmi ha scritto difatti non già una di quelle narrazioni che hanno per presupposto un lettore, ma ha scritto per documentare e ricordare a se stesso, prima che ad altri, fatti e circostanze passate sotto i suoi occhi e nelle quali si è trovato egli medesimo ad agire quale uomo politico e quale Presidente della Camera Alta. Una studiata narrazione storica, sia pure nella forma diaristica, qui non appare, sia per difetto stilistico e incompiutezze formali, aia per trapassi che indicano la rapidità del comporre e la nessuna preoccupazione letteraria. Codesta vera narrazione avrebbe potuto nascere in un secondo momento, da un'opera di revisione e da un largo rifacimento: il che non è accaduto.
Quello che importava invece al compilatore di questo Diario era l'esattezza scrupolosa, il riferimento integrale, o per lo meno sostanziale, di un discorso udito o di un colloquio cui egli aveva preso parte: scrupolo di essere preciso, di non cadere in omissioni specialmente là dove importava fissare pensieri ed atteggiamenti di uomini; e, insieme con tale scrupolo, il desiderio di precisare responsabilità, non escluse le proprie, e bisogno di giudicare uomini e cose in un apprezzamento libero che anche oggi può apparire a noi persino spregiudicato e certamente schietto ed ardito.
In sostanza per questo combattente del Parlamento, anche il suo diario è un'arma creata e tenuta in serbo per la battaglia, un'arma che gli può servire nell'ininterrotta polemica che, quando non trovi voce nella stampa, trova certamente quotidiana e misurata voce nei dibattiti parlamentari, nelle conversazioni di corridoio o di corte e nelle discussioni private e pubbliche a cui è necessariamente condotto il presidente di' un'assemblea.
Che il diario non fosse per il pubblico ma per il suo autore, lo attestano, fra l'altro, certe pagine e certi momenti che sembrano uno sfogo fatto a porte chiuse; e lo confermano certi giudizi taglienti su uomini e su cose, certe opinioni tutt'altro che complimentose od ortodosse, le quali non si fermano nemmeno sulla soglia di Palazzo Reale, sa quella soglia varcata tante volte da questo leale servo della patria, della monarchia e del parlamento.
Pertanto l'interesse di un simile diario è dato anche dal fatto che esso è un vivacissimo documento umano, che rivela interamente l'uomo Farmi, e, meglio di qualsiasi altra testimonianza, lo eleva ad essere il degno figlio del dittatore dell'Emilia, del collaboratore fra i più meritevoli di avvicinarsi a Cavour.
In quanto poi alla materia che nel diario trova esposizione è presto detto, quando si considerino gli anni (18911895) cui le note si riferiscono, e quando si tenga conto che gli avvenimenti parlamentari, politici e militari di quegli anni trovano nel diario non già un'eco, ma un ampio ed appassionato discorso.
Emilia Morelli, scegliendo questo voluminoso scritto e curandone la pubblicazione, ha mostrato di giudicarne esattamente il valore. Tale pubblicazione è stata da lei fatta con assoluto rispetto alla dizione originale, anche là dove inesattezze od errori di forma potevano facilmente essere corretti per la più rapida intelligenza del testo.
QucBto rispetto alla forma originale ci consente di conoscere meglio la natura di queste memorie, il colore del documento, la ragione per cui è nato, la maniera con cui ha preso, giorno per giorno, la vita dalle mani del suo compositore.
Alla pubblicazione che avrà il suo completamento in un secondo volume, è premessa, a cura della stessa Emilia Morelli, una chiara introduzione illustrativa, mentre il testo è adorno di tredici illustrazioni e di altrettanti l'ac-simiii che riguardano coloro che si potrebbero chiamare i principali attori del Diario farluiano. T>
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