Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MILANO
anno <1942>   pagina <462>
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Francesco Salata
resto, incominciò la sua attività formale e regolare con Falba del 23. Sono piuttosto dei registri diarii di un Comitato di Cancelleriacome si legge in testa al HI fascicolo formato da funzionari o cittadini incaricati di tenersi, notte e giorno, a disposizione del pubblico per raccoglierne notizie, reclami, voti, accettare offerte di danaro, di mate­riali, di servizi; per redigere sunti di lettere dirette al Governo prov­visorio e anche a singoli cittadini da altre città della Lombardia, della Venezia (anche da Trieste), dell'Emilia, della Toscana, di Roma; per fermare in rapidi tratti le allocuzioni rivolte da deputazioni di altre città e provincie, anche al di fuori della Lombardia (ad esempio Genova), e le risposte del presidente o di altri membri del Governo; per seguire, sovra tutto, se pur con versioni varie e talvolta con-tradittorie, le vicende del travolgente moto insurrezionale e le ultime operazioni delle forze austriache prima della fuga; per segnare, infine, le voci, più che le notizie, sugli atteggiamenti del Governo piemontese e i primi movimenti dei volontari, anticipando quelli dell'Esercito regio.
Sono questi quattro fascicoli le registrazioni di questo Comitato di Cancelleria, che fa una specie di servizio di turno nella sede del Comi­tato centrale o Comitato di salute pubblica prima, del Governo prov­visorio poi. Di qui le scritture di più mani che si avvicendano nei vari fascicoli (solo il I fascicolo risulta quasi tutto di una mano sola, quella di,'Brambilla Giuseppe di Gerolamo, unico tra gli estensori che abbia segnato sul frontespizio il proprio nome). Questo spiega anche, con le molte ripetizioni, la non rigorosa successione cronologica e qualche saito indietro, delle annotazioni nei successivi fascicoli e la presenza di anno­tazioni di giornate già superate, in un fascicolo che, secondo la intesta­zione, dovrebbe contenere notizie di giorni posteriori. Evidentemente, alcuni dei funzionari o cittadini che fossero, ci tenevano a continuare le registrazioni nel fascicolo iniziato, quando, dopo ore di riposo o assenze per altre ragioni, riprendevano quel servizio di turno nella sede centrale. Oppure si tratta, almeno per i fascicoli III e IV, di fogli originariamente staccati, riuniti poi, forse dopo il sequestro austriaco, con una appros­simativa successione cronologica.
Il fascicolo che secondo l'ordine della collocazione archivistica sarebbe il terzo di questo gruppo e interrompe la serie dei Protocolli Verbali già descritti, inserendosi tra il II e il III fascicolo di quei Protocolli, rappresenta invece, anche esteriormente, un vero e proprio verbale di riunione del Governo provvisorio.