Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MILANO
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1942
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Francesco Salata
Milano. 460 cintemi ti Bono alla Casa di Correzione. Torresani (Capo della cessata polizia) autorizzava U Cav. Paladini a lasciarli tutti in liberta; mail suo cuore patriottico non resse a tanta ignominiosa proferta. Il solo Macchi di Cremona, detenuto politico condannato per aver gridato Viva Pio IX, verrà tosto lasciato in libertà. Si riserva di fare le ulteriori informazioni su disposizioni che prenderà intorno alla detta casa di correzione [L e III].
U Sig. Gaddi Antonio notifica di aver portato al sig. Conte Vitaliano Borromeo il proclama dei Piemontesi (verificatosi in dubbio) [I e III].
U signor Dottor Barzanò reca una lettera per offerire forza ai bisogni attuali: recapitata a Casa Vidiserti [I.
Oltre il Caffè Gnocchi venne pure incendiata e saccheggiata la stazione per cui resta ora sospesa di necessità la corsa sulla strada di ferro. Le macchine, n 5, sono in salvo a Treviglio con molti vagoni. Domenico Cappi disegnatore recò la notizia [1 e HI].
Dall'Osservatorio del Duomo ore 6: L'Osteria del Leon d'Oro fuori Porta Tosa prende fuoco. L'Osteria dell'Angelo prende fuoco. D cannone batte forte dai Torrioni e dalla Piazza Castello. Ore 6 3/4 si vede la stazione della strada ferrata incendiata. Incendio a S.ta Croce fra S. Celso e Porta Ticinese. Abbrucia il Dazio di Porta Tosa
P e nrj.
Al Comitato di sicurezza furono or ora recate le chiavi di Porta Tosa; e Terzi Fedele, guidato insieme a suoi compagni da Luciano Manara, furono dei primi ad uscire dalla Porta [TU].
Alessandro Biaggi consegnò la spada del Generale Giulay che fu data all'Albergo del Marino, in consegna a Giorgio Clerici [TV].
L'avvocato Mosè Susana presenta come uno degli Eroi dell'Ospedale Maggiore degno di rappresentare l'Ospedale stesso l'Abate Tragella Gaetano, il quale parla dei prodigi fatti da tutti i preti assistenti di colà 1VJ.
Luigi Speziale diMorbegno porta notizia che la Porta Comasina è dei Milanesi. Dalla Porta n 3000 villici brianzoli incirca... entrano per le bancate. Ore 8 1/2 sera [I e III].
Carlo Testoni annuncia che sono entrati da Porta Comasina n. 300 lecchesi, che tatto il contado da Lecco a Milano è libero [I e DZTJ.
Gruppetti Giuseppe sacerdote coadiutore a Gorlate annuncia d'essere entrato da Porta Nuova con una compagnia di circa 3000 Lecchesi e Brianzoli ecc. A Lecco sino da domenica si costituì la Guardia Civica in un corpo di 2000 uomini. I mercanti disposero la somma di 13000 per armamento della Guardia stessa. La Guardia Civica col Prevosto di Lecco indusse il Capitano dei croati a cedere le armi. I Lecchesi si misero in viaggio lunedi, fecero varie fermate per raccogliere gente, a Monza disarmarono dopo 4 ore di combattimenti in 4 diverse caserme e sulla Piazza del Seminario quel presidio cu* soldati italiani Reggimento Geppert. Un ufficiale fu ammazzato, un altro gravemente ferito. Alcuni feriti raccolti nel Seminario, il cui direttore Daverio Michele molto si distinse ed ospitò nel seminario una parte dei Lecchesi; in Monza fu presa al nemico la cassa di guerra, di cui dispose quella Municipalità [I e III].
Dandolo Emilio giunge da Porta Tosa, il quale dice che la Porta non è totalmente libera, essendo occupata dai Crovatti [I e HI].
Il sig. Carlo Brunetti ragguaglia che si vede l'interno della Corto del Castello col quadrante delle ore illuminato da un gran fuoco di effetti che si abbruciano (ore II sera) fi e IITJ.
De Paoli Francesco bergamasco entrato da Porta Tosa riferisce che Bergamo fu in moto per armare la Guardia Civica e si salì per ciò dai borghi alla città, e riferisce