Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MILANO
anno
<
1942
>
pagina
<
469
>
Verbali è diari, ecc. '469
ancora che seppe dai suoi compagni essere tosto disarmato e rinchiuso il presidio col comandante il figlio dell'ex Viceré, il quale sarebbe stato ferito nella "testa [I e IH], Belli Giuseppe di Busseto riferisce che un'orda di Croati di circa 150 usci da Porta Tosa nell'Osteria dell'Angelo prossima alla strada ferrata questa mattina ad un'ora di sole entrò nell'osteria e la pose a sacco, prese tutti gli abitanti e li chiuse in una cantina. Le donne spogliò e le lasciò andare, gli uomini uccise tutti ed anche un bambino di nove mesi che fu scagliato per una gamba contro un riparo e schiacciato. L'oste era rimasto semivivo, per cui, tornata l'orda dopo mezzodì, barbaramente appiccò il fuoco agli abiti onde farlo più ferocemente penare. Il suddetto riferisce del pari che un altra orda lunedi giorno 20 diede il sacco al Casale di Loreto ed ammazzò una povera vecchia, unica rimasta essendo tutta la popolazione fuggita [I e lilj.
23 morto, ore 1 3j4.
Abbiati Albino riferisce d'essere salito su di una torre in- contrada di Bona (?) e notato che al Castello non c'è gran moto, che quasi cessato è il fuoco del nemico, mentre ferve nelle vicinanze quello dei nostri; che dai Torrioni salgono delle fiammelle come di gas e che si spengono quasi subito senza colpo: (Erano i lumi di quelli che inalberavano la bandiera bianca) [III].
Alle due in punto giunge notizia che il Castello è nostro. La recano il Segretario Silva, il sig. Bertoglio che era de' prigionieri. H nemico domanda un'estrema capitolazione facendo appello all'umanità [I e III].
I due spazzacamini del Castello asseriscono che Radetzky sarebbe partito alle, sette pom. circa dalla Porta del Sempione. Aggiungono che Torresani partì con esso vestito da Generale [I e IH].
Deleide Prassiti di Bergamo riferisce che in Lecco, donde viene e dove si sono formate varie staffette con dispacci, corre voce che tutte le Provincie Venete sono insorte e che l'ex viceré [è] in ostaggio a Verona; che Mantova è in potere de'cittadini e che da per tutto si grida soccorso ai Milanesi [I e HI].
L'avvocato Carlo Comaschi e l'avvocato Agostino De Giuli si offrono di arruolarsi nell'esercito d'Italia ed impiegarsi in qualunque ramo d'istruzione (TJ.
L'Ing. Luigi Tentenni di Cremona riferisce che nella mattina del 19, appena avuta notizia della insurrezione di Milano la popolazione si diresse verso il Municipio e domandò che fosse inalberata la bandiera nazionale. Vari membri della Congregazione Municipale, dopo avere aderito alla domanda popolare, arringò (sic) la moltitudine e l'esortò a condursi di maniera che l'ordine e la sicurezza non fossero menomamente turbati ed aggiunse la promessa di porsi tosto in corrispondenza coll'autorità militare all'oggetto che tutta la truppa fosse consegnata nelle caserme, e tal promessa fa religiosamente mantenuta. La popolazione mostrò la sua gratitudine alla Commissione Municipale e nella sera vi fu una universale ifluturnazione, e l'ordine il più perfetto non fu turbato in tutta la notte per lo zelo e la sollecitudine dei cittadini destinati a vegliare all'ordine pubblico. La mattina del giorno 20 manifestai alla Congregazione Municipale l'ansietà di far tutti i tentativi per penetrar in Milano, onde stabilire una corrispondenza col Governo Provvisorio di Milano ed il Municipio della mia città, e tal proposta fu aggradita ed io partii subito, ed a questo scopo domando le istruzioni opportune e copia di tutti gli atti già emanati [I e III].
II dottor Labus esprime al Governo provvisorio il voto che le salme dei martiri del nostro riscatto siano deposte in un solo tumulo con un'epigrafe che ricordi l'eroico loro sacrifizio. (L'istanza fu presentata al Governo che promise occuparsene) [I],