Rassegna storica del Risorgimento

1848 ; MILANO
anno <1942>   pagina <470>
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Francesco Salata
Ore 4 1/2, mattina. Giunge notizia che continua il fuoco a Porta Tosa. Ore 5. Giunge notizia per mezzo del signor Gagnola che a Crescenzago non ci sono più austriaci: si dice che siano divisi in due corpi e che uno abbia preso la via di Porta Orientale a Brescia e raltro da Porta Romana a Mantova [I e III].
È stata arrestata e si trova all'Ufficio delle Diligenze al Marino una cassa apparte­nente all'Arciduca Sigismondo e indirizzata da Bergamo a Milano [TV].
Dr. Caldatoli Antonio di Grcma che da domenica ad oggi, avendo sentito le vit­torie di Milano, radunati gli amici patriottici, per proclamare essi pure nel giorno seguente quel Governo che avrebbe abbracciato la città di Milano. Di fatti il giorno seguente, appena arrivato in Crema il conduttore dell'Omnibus [e Saputo] il pronun­ciamento di Milano, in numero di 50 o 60 circa abbiamo proclamato il Governo Prov­visorio, alle ore 9 del mattino. La truppa fu tranquilla; quando poi la cittadinanza era rientrata nell'ordine e dispersa s'impossessò delle porte e dei campanili e fece caricare la cittadinanza ferendone ed uccidendone vari. Il figlio dell'ex Viceré, comandante in Lodi, mandò tre pezzi di artiglieria per cui la città è in stato d'assedio. Il ponte tagliato a Lodi. Soccorso immediato a Lodi, essendo in Stato d'assèdio come Crema [I e DJ]. Partiti da Pavia a mezzanotte, membri del Governo Provvisorio di Pavia sono venuti per domandar istruzioni al Governo Provvisorio di Milano. Una deputazione di Melegnano è venuta ad offrire i suoi servizi al Governo Provvisorio [I e II1J.
Luigi Bonomi offre di sovvenire il Governo Provvisorio la ragguardevole somma di L. 12.000 [I e mj.
H sig. Omodei Francesco di Pavia notifica al Governo provvisorio di aver inter­cettati lunedi sera i dispacci diretti dal Radetzky, fuori di Porta Vigentina al Colon­nello Benedek comandante della città di Pavia, coi quali gli ordinava che non appena fossero attaccate dai Piemontesi le linee del Ticino, si ritirasse per Pizzichettone e Cre­mona e Mantova, ed in caso gli venisse impedita la ritirata si recasse a Piacenza, facendo saltare i ponti; poscia si recasse a Parma, Modena e Mantova. Ieri 22 pervenne altro ordine di Radetzky, col quale ordinava la ritirata a Verona, ove si sarebbe esso pure recato in giornata. Benedek partì alle 11 di sera del 22 verso Corte Olona (impor­tante) [I e III].
Giovanni Mazzucchelli, capitano, accompagnato da altri prodi, consegna le chiavi dell'ora cessato Governo, prese ieri 22, ore 2 di giorno, e da lui custodite sino a questa mattina 23 [I e III).
Montanara Eliseo con lettera dice che i tedeschi si sono radunati verso il Sempione e Porta Tosa, per rivoltarsi di nuovo alla città: 8 ore di mattina [I e UT).
Oslo (?) Carlo ha consegnato il sig. Consigliere Lattermann al Tribunale d'Appello, che si ritiene in ostaggio [I e HI].
Il Duca Oberto Visconti offre la somma di franchi 1000 a tutte le purocchie al di là dei ponti, a richiesta del Governo [I e III].
L'aw. Campi manda la copia dell'avviso a stampa'dato in Bergamo, con cui prega di lasciar partire alla volta di Verona i nemici fuggiaschi e vinti [I e III].
L'Aggiunto Guaita assicura che Torresnni e Radezky sono nelle nostre mani (non precipitare in divulgazione della nuovo). Garavaglia annuncia: ed arrestati in casa Vidiscrta.
{Importantissimo). Giuseppe Corno annuncia che in prossimità di Crescenzago egli colla sua compagnia di dieci, avendo veduto passare una carrozza di fretta, l'ar­restarono, la fecero retrocedere e l'accompagnarono e ritengono che un individuo che stavo in essa, vestito da. prete e dell'età di circa 70 anni fosse Radetzky.