Rassegna storica del Risorgimento
1848 ; MILANO
anno
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1942
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pagina
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472
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4,12
Francesco Salata
in una fossa clic fece all'uopo immediatamente praticare nell'ortaglia del giardino Sospesa la tumulazione delle vittime nostre (italiche) persuaso che meritino una tumulazione più dignitosa e onorevole. Spedi le munizioni al Comitato di difesa pubblica e guerra e tutto il sale trovato al Comitato di sussistenza. Al suo partire l'ordine era affatto ristabilito nelle parti interne ed il cannone che stava sul torrione sinistro fu mandato a Porta Tosa per garantire quella porta [TI e IliJ.
Il Conte Som agli a annuncia che avendo parlato con due piacentini, questi gli dissero che a Piacenza e Parma è inalberata la bandiera a tre colori e che il Duca è in mano del popolo, che la guarnigione di Piacenza si è rinchiusa nella fortezza ed aspettava l'esito degli avvenimenti di Milano per fare la sua sommissione [II e III].
Partenza della Deputazione lombarda (sig. Giulini) ad abbracciare i fratelli Genovesi e Piemontesi che stanno alla Porta Ticinese [II e 111], Ore 1 3/4 dipartiva dal Governo Provvisorio il Conte de Bigli. [II].
Sparo di cannone a Porta Romana. Si dice che vi sia appiccato il fuoco al Teatro della Scala. (Smentito il fuoco al Teatro, falso anche che il cannone a Porta Romana si sfoga) [H].
Il Parroco Prevosto di S. Maria alla Porta manda notizie e chiede disposizioni intorno ai morti e feriti rinvenuti al Castello (ore 3 poni.) [II e III].
Il sig. Ambrogio Valaperta reduce da Pavia riferisce che -ieri sera alle undici ore la guarnigione di Pavia si è allontanata lasciando alcuni soldati ammalati, mogli di ufficiali e fanciulli, raccomandandoli alle cure del Podestà. La frontiera del Ticino è tutta sgombra delle truppe austriache. Riferisce pure che trovandosi in Piacenza venne ivi sparsa la notizia della sollevazione di Parma, dove la truppa austriaca che vi stazionava oppose debole resistenza, che invece fu opposta con tutto l'accanimento dalle truppe parmensi. Non riuscendo queste a sedare la rivoluzione il Duca tentò di acquietare il movimento promettendo la Costituzione, che venne rifiutata. Egli dichiarò con suo Decreto spedito anche al Governo di Piacenza di voler abbandonare insieme alla sua famiglia gli Stati parmensi e nominò in pari tempo una Commissione di Governo provvisorio. A Piacenza vennero espulsi i Gesuiti e guastata la loro casa. A Mantova e Cremona le truppe hanno fraternizzato colla cittadinanza, benché le medesime conservino ancora i loro posti. A Modena vi ha grande fermento [II e IH].
Si è visto a Porta Ticinese arrivare1) Genovesi in numero di 1000 circa con alla testa D. Vitaliano Crivelli. È arrivato ore 5 pom. [II].
Nobile Groppallo arrivato da Genova alle ore 4 3/4 alla testa di 300 uomini tutta armati di fucile arrolati alla Guardia Civica di Genova. Da paese in paese la truppa si aumentava. Sei pezzi di cannone fanno scorta al movimento. Arrivati a Pavia fecero allontanare 1200 soldati senza che i Pavesi se ne accorgessero. Pare impossibile I I [II].
Il sig. Bouomi, come si discuteva che i danari da lui offerti al Governo Provvisorio fossero ad im prestito o donati, rispose che li dava con sola ricevuta senz'altro (za margine; Vegga Sorniani Gabrio) [II].
A Porta Romana batte qualche colpo di cannone e trecento croati fanno gli ultimi sforzi. Saranno distrutti dai nostri in numero di 1500 immediatamente, non usando riguardi [DI].
Piovono Paolo d'anni 17, scalando le mura, fu il pruno che portò fuori di Milano la nostra vittoriosa bandiera [II11.
0 Qui sono cancellate le parole: lo truppe Piemontesi.