Rassegna storica del Risorgimento

CORTESE FRANCESCO
anno <1942>   pagina <484>
immagine non disponibile

UN ITALIANO DEL RISORGIMENTO
MEMORIE INEDITE DI FRANCESCO CORTESE
Raccogliendo materiale documentario per una Storia del Risorgi­mento Italiano, ebbi la ventura di metter le mani su una serie di-quaderni autografi, assolutamente inediti, di Francesco Cortese, illu­stre professore di scienze mediche all' Università di Padova, esule poli- tico nel 1848, poi generale medico nell'esercito italiano, di cui organizzò e diresse i servizi sanitari.
Giunto al tramonto della sua vita, volle mettere in carta alcuni ricordi biografici per i suoi figli, cke io raccolgo in queste pagine, a edificazione e ammonimento della gioventù del mio tempo.
Nato a Treviso il 14 febbraio 1802 da gente di buona condizione (sua madre era nobile), a tre anni, o poco più, aveva visto passare per le vie della sua città l'Imperatore Napoleone, quando il Veneto era entrato a far parte del primo Regno d'Italia e il Bonaparte aveva cinto la Corona ferrea; e all'età di sette anni, uno zio paterno, che si era distinto nell'esercito napoleonico, diventando Barone del nuovo Regno, direttore generale della coscrizione e cavaliere della Corona ferrea, lo aveva condotto seco a Milano per provvedere alla sua educazione.
Accolto prima nel collegio Longone e dopo due anni in quello dei Paggi dell'Imperatore, divenne compagno dei giovani rampolli del patriziato lombardo, conobbe la vita della Corte vicereale, tenne lo strascico alla principessa Maria Augusta sposa del principe Eugenio, ebbe lodi dalla bellissima e pregiatissima contessa Casati, moglie di Federico Gonfalonieri e dama di Corte della vice-regina, e dal Collegio dei Paggi sarebbe uscito a diciotto anni col grado di sotto­tenente, se gli effetti disastrosi della campagna di Russia non aves­sero dato luogo a un senso di smarrimento dell'opinione pubblica, che aprì l'adito alle correnti retrive e alla sommossa in cui peri il ministro Prina.
II Cortese vide e notò tutto: gli ultimi sforzi del Beauharnais per arrestare il declino dell'astro napoleonico, eroismi di fedeli e oscuri maneggi di traditori, il ritorno dell'Austria che spezzò la brillante carriera dello zio e costrinse il giovinetto a riprender la via di Tre* viso per tornare alla casa paterna, affidato alle cure di una zia, che