Rassegna storica del Risorgimento

CORTESE FRANCESCO
anno <1942>   pagina <488>
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488 Ettore Fabietti
parte dei passeggeri, in preda al mal di mare, giacevano come morti in fondo alla stiva. Il Cortese, fra i più animosi, aiutò i marinai a calare il battello di salvataggio per raccogliere uno di essi, sbattuto in acqua dall'urto di una gomena.
Tornato finalmente il mare tranquillo, occorsero tre giorni per approdare a Ravenna, dove, ristorate le forze depresse per la fortu­nosa traversata, senza aver tempo di visitare i monumenti della città, ciascuno si affrettò a raggiungere il proprio destino. Il 24 e il 25 luglio il professor Cortese vide la Torta di Custoza e poi la disastrosa ritirata dell'esercito piemontese.
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Fu chirurgo maggiore all'ospedale di Treviso, poi capo in quello di Asti, dove tornò dopo la funesta giornata di Novara. Verso la fine di quell'anno 1849, scoppiato il colera nella guarnigione di Alessandria, che ne fu decimata, il Cortese lavorò arditamente a circoscrivere l'epi­demia, preservandone la popolazione civile. L'anno seguente, ottenuta la cittadinanza piemontese, entrò definitivamente a far parte del corpo sanitario dell'esercito sardo, superando la prova di un concorso per esami, primo su cinque competitori.
Durante tutta la campagna del 1859 egli, sui campi di battaglia e negli ospedali, tra feriti e moribondi, salvò migliaia di vite. Cosi, percorrendo con rapido passo la via intrapresa sino ai fastigi, operò strenuamente nella campagna del 1860-61, da Castelfìdardo a Gaeta, e in quella del 1866 per la liberazione del suo Veneto, che tornava a rivedere dopo 18 anni di esilio. Ancora una volta si trovò colà a combattere e debellare un'epidemia colerica comparsa* fra i nostri soldati nell'ultimo periodo della campagna.
Conclusa la pace, torna al Consiglio sanitario col grado di colon­nello e mette a profitto la sua lunga esperienza di medico nell'esercito attivo in pubblicazioni di altissimo valore scientifico e pratico sulla cura dei feriti e malati di guerra. Nel 1871 è mandato in missione in Germania per studiare l'ordinamento sanitario dell'esercito prus­siano, prima che finisca la campagna vittoriosa contro la Francia. Il 15 febbraio è già all'opera: visita professori, generali, comitati di soc­corso, baracche, ospedali da campo, stazioni ferroviarie in cui fanno sosta i malati; viaggia sui convogli-ospedale dalla Germania alla Francia; e al suo ritorno rende accuratissimo conto della propria mis­sione, che tanti benefìci riflessi doveva avere nell'organizzazione dei servizi sanitari del nostro esercito