Rassegna storica del Risorgimento
CORTESE FRANCESCO
anno
<
1942
>
pagina
<
506
>
S06
Ettore Fabietti
II piatto, o gustato o rifiutato, era poi tolto da un cameriere, pronto al servizio dal lato sinistro. Se la Principessa desiderava da bere, non faceva che accennare col bicchiere, e il paggio versava subito vino od acqua secondo il cenno. Fu appunto per non aver fatto attenzione a questo cenno che una volta mi resi meritevole di biasimo da porte de9 miei superiori e dell* interdizione dal servizio di tavola per due turni.
Ricordo che era sempre presente una certa contessa de Worms, dama di corte bavarese, ed oltre dame di servizio, fra coi la celebre contessa Confalonieri, sorella del conte Casati, moglie del famoso Confalonieri e dama bellissima e pregiatissima.
Una sera d'inverno, terminato il pranzo io ; com'era prescritto mi allontanai dal mio posto e mi avvicinai al caminetto, in attesa che l'inserviente della pag-geria venisse a prendermi e in carrozza mi riconducesse al collegio, frattanto S. A. rientrava nelle sue stanze, seguita dalle dame di compagnia. Di 11 a poco vidi tornare indietro madama de Worms e la Confalonieri, accostarsi a me, e .coi modi .più gentili chiedermi conto del mio nome e della mia parentela, poi salutarmi eon; modi egualmente gentili. Mentre io era in ammirazione della bellezza della Confalonieri, udii questa lusinghiera espressione al mio indirizzo. Quel jóli garqon! . Dico la verità: per l'emozione divenni rosso fino alla radice dei capelli
I paggi erano anche invitati talora ai balli di Corte e degli alti dignitari. Mi ricordo, ad esempio, -di essere intervenuto ad una festa di Casa Litta, gran Ciambellano, che abitava in Corso di Porta VercéHina, ora Magenta, e ad una di Casa Caprara, grande Scudiere.
* * *
Ai balli di Corte fui una sola volta, prima che il Viceré partisse per la spedizione
di Russia (1812): dopo la Viceregina non diede più feste e fece vita ritiratissima
II palazzo reale non aveva ancora quella bellissima sala delle Cariatidi, che fu poi costruita al tempo dell'arciduca austriaco Ranieri. L'unica sala da bollo era quella delle Colonne, a dir vero né ampia né elegante. Fu là che una sera, uscendo da tavola, mi Venne voglia di veder la Principessa ballare. Le dame sedevano sui divani davanti, gli uomini stavano fra questi e le pareti. Curioso com'ero e piccolo di persona, volli farmi largo e sporgere la testa fra le dame, urtandoper mia disgraziala cuffia, di madama de Worms, che - a dire il vero era uno donna magra e attempata. Rientrato più tardi in paggeria, per quella brutta signora mi presi un rabbuffo e un castigo.
La Corte del Viceré era molto appariscente. Bei vestiti, calze di seta su abiti bianchi, ricche uniformi, vivacità nelle persone, specie se militari, davano alle feste tua brio e uno sfarzo, che assai più tardi sentii ricordare anche a Vienna. Mio zio, che aveva dicevano le più belle gambe della Corte, col suo portamento dignitoso e la persona imponente, vi era uminiratìssimo. Entrati in lega con l'Austria, dopo il secondo matrimonio di Napoleone, mi ricordo di aver veduto a Corte un generale austriaco con una gamba meccanica di legno, anch'essa calzata di seta. Chi fosse quel generale non so, ma rammento che se ne ammiravano hi squisita educazione e lo spirito.
V. - RITORNO A TREVISO (1812-1814)
Venne il 1812, e lo guerra di Russia modificò tutto quel bell'apparato di cose che faceva meravigliare il mondo. II brio e lo sfarzo ohe predominavano in Milano assunsero aspetta più moderati. La partenza della Guardia Reale fu preceduta da una