Rassegna storica del Risorgimento

CORTESE FRANCESCO
anno <1942>   pagina <515>
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Un italiano del Risorgimento 515
Quanto a gli studi di cui ero de ficcate, mio aio voile che mi mettessi in regola con ripetizioni presso maestri privati, durante il mio primo anno di medicina e le successive vacanze. Un assistente universitario ni' insegnò la parte meccanica della Fisica e poi la sperimentale; al professor Favini debbo di essermi messo al corrente in quella parte della Storia naturale, obbligatoria per gli studenti di filosofia che passavano a studiar Matematiche...
VH. - LAUREATO IN MEDICINA E ASSISTENTE DI CATTEDRA (1818-1825)
Studiai Anatomia sotto Caldani, chiaro nelle sue lezioni, ancora fisso ai precetti di suo zio e poco disposto ad ammettere i recenti progressi di questa scienza, un pò* satirico e mordace, ma così preciso e ordinato espositore della sua materia, che posso dire non aver mai più dimenticato ciò che egli insegnava. Si faceva gran ressa per con­quistare un posto tutt'altro che comodo sulla bancherella circolare della platea, donde si riusciva a veder gli oggetti da presso, fra la luce di cerini e di candelotti, tenuti da chi acquistava quei posti mediante esborso di una certa quota a beneficio de* facchini d'Anatomia.
H Renier era un brav'uomo. ma dicitore poco eloquente, e Dio ci liberi quando voleva far lezione in forma oratoria. Da lui s'imparava ben poco, e perciò si accorreva per fare un po' di chiasso. Le sue lezioni di Storia naturale non davano molto pensiero, sebbene io m'affaticassi a trascriverle. La fatica del primo anno di studio si limitava, adunque, quasi unicamente all'Anatomia, a cui nessuno mancava mai e che si studiava altresì con le ripetizioni serali, in cui un assistente ripeteva semplicemente ciò che il Caldani aveva detto il mattino, con la dimostrazione oculare dei pezzi preparati sul cadavere fresco che avevano servito al professore.
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Si usava a quel tempo di sottoporre gli studenti a un esame semestrale, in cui conseguii un buon risultato, ma non eccellente com' io desideravo. Quanti dispiaceri mi costasse questo primo esperimento, inferiore' alle speranze di mio zio, non posso dire. Mi si voleva obbligare a chiedere una seconda prova, che non mi sarebbe stata concessa, perchè contraria alle norme regolamentari, e perciò ebbi rimproveri senza misura: mi si trattò da incurante, inesperto, ostinato e svogliato. Dovetti resistere con fermezza e prepararmi a sostenere una fatica di studio assidua e quasi superiore alle mie forze, per conseguire negli esami successivi il grado supremo, cioè V Eminenza. che mi fu poi conferita sempre, con perfetta soddisfazione di mio zio. Ma privo di testi scolastici, dovetti trascrivete le lezioni mediante la celerità prodigiosa delle mie mani, e questi miei scritti costituirono poi i soli testi che abbiano circolato fra gli studenti per tanti anni successivi.
I miei compagni di scuola erano una sessantina, senza contare alcuni che stu­diavano la semplice Chirurgia ed erano chiamati chirurghi civili e provinciali. Questa ibrida classe di sanitari, istituita dallo Stifft, era mal vista in Italia, dove non ai voleva saperne di quei medicastri, che in Austria esìstevano fin dai tempi di Maria Teresa ed esercitavano il loro mestiere nei distretti dell'Ungheria, della Galizia, della Moravia e della Boemia, lontani dai centri maggiori. "Essi, naturalmente, non crono iscritti a tatti corsr che sì frequentavano per ottenere la laurea, perchè conseguivano un diploma di semplice approvazione.