Rassegna storica del Risorgimento

CORTESE FRANCESCO
anno <1942>   pagina <516>
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fSttore Fabìetli
Nel primo anno non pochi de* miei compa gni venivano dai paesi che in addietro avevano avuto rapporti diretti con Venezia per aver appartenuto alla Serenissima; fra questi alcuni Dalmati, che proseguirono gli studi con me fino alla laurea, perchè la Dalmazia, già provincia veneta, era divenuta territorio austriaco; ed altri erano Greci delle Isole joniche, anch'esse facenti parte un tempo della Repubblica. Questi non poterono continuare i loro corsi a Padova, perchè il sospettoso Governo austriaco aveva già subodorato le loro tendenze all'emancipazione, e perciò, dopo il primo anno, dovettero emigrare, scegliendo Pisa, che li accolse. Di essi non ebbi più. notizie dirette* ma so che un certo Zographo prese poi parte attiva alla guerra d'indipendenza della Grecia* Era di Patrasso, ed a Patrasso compi la sua maggiore gesta, al tempo dell'assedio di Missolungi.
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In autunno, compiuto il primo anno universitario, trascorsi un mese in famiglia, a Treviso, continuando a studiar privatamente fisica con un insegnante nel liceo a S. Ni­colò, che poi venne soppresso dagli Austriaci. Potei cosi entrare nel secondo anno (1819 20), al corrente delle materie richieste per essere a livello de* miei compagni di studi.
A Fisiologia c'era poco da fare, perchè il professore aveva un testo, e faceva lezioni in latino senza alcuna eloquenza e facilità d'esposizione. L'insegnante di Chimica era un poco balbuziente, ma spiegava con chiarezza. Studiai questa materia con passione e con profitto, e dal professore, sebbene ruvido e poco espansivo, ottenni segni di approvazione spontanei e molto palesi. Nella sua materia incominciai ad esser consi­derato fra i migliori discepoli, anche dai miei compagni, massime dopo esami sostenuti splendidamente. Ero diventato uno studente quasi modello per buona volontà, bnona condotta e buone relazioni con tutti i miei compa gni.
Nel terzo anno mi fu assegnato dal professor Dalla Decima un posto ad un tavolo distìnto, coi migliori del corso. Questo insegnante faceva le sue lezioni in casa pro­pria, perché l'Università non aveva aule per tutti gl'insegnamenti..... In quell'anno studiai Ostetricia col professor Lamprecht, buon insegnante, ma pedantissimo, che ci fece lavorare come bestie... A gli esami ebbi un'2?m inenza distinta...
Nel quarto anno, in cui non si avevano molte lezioni, avvennero alcuni incidenti che fecero epoca in Padova. Era uso degli studenti d'imporsi per entrare al Teatro Nuovo ed assistere alle prove dell'opera, dando luogo spesso a disordini per la loro prepotenza. Quell'anno l'ingresso a gli studenti era stato proibito, ed essi, volendo entrare in teatro per forza alle prove della grande stagione lirica del Santo, si trovarono ad affrontare la resistenza dei custodi, sostenuti dagli sbirri, che facevano le veci dei soldati di polizia. Ebbero luogo colluttazioni, ed anche gli sbirri buscarono qualche colpo che li inferocì. Quattro studenti furono arrestati, e le famiglie mossero lagnanze specialmente all'auto­rità militare, che si era mostrata benevola verso di essi. Il Delegato di Padova venne all'Universi là, pallido e peritoso, e si fini con l'ottenere la scarcerazione dei compagni recinsi, fra 1 quali Gustavo Modena, t) allora Btudcnte in legge, che in altre occasioni fa poi ferito da Padovani in combutta con alcuni sbirri accaniti contro gli studenti.
Una sera, finito lo spettacolo d'opera, tre studenti Guitti, Quaglio e Modena approfittando di una bello notte limpida e fresca, s'incamminarono verso Prato della
i) Gustavo Modena (1803-1861) di Venezia, celebre attore drammatico e patriota intransigente, dalla vita agitatissima, piena di luci e di ombre. Anima generosa e avventurosa, non ebbe pace che nella tomba.