Rassegna storica del Risorgimento
CORTESE FRANCESCO
anno
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1942
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pagina
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520
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520 Ettore FabieUi
assai scrìa, che finì bene, ma che poteva essere la mia bovina, se non avessi avuto precedenti ed appoggi capaci di sventare le influenze malevoli.
Fin dal princìpio del 1823 si congiurava da alcuni suoi colleghi ai danni del professor Lamprecht, buon uomo, ma rude e scontroso e, quel ch'è peggio, croato, che aveva ottenuto la cattedra di Ostetricia sebbene sprovvisto di laurea. Con lui avevo fatto uno de* miei ultimi esami e conseguito un'immensa distinta; non avevo, quindi, da lagnarmi di lui ed egli, mi stimava uno de* suoi migliori allievi.
Ma l'Università di Padova era da tempo dominata da una triade professorale che s'imponeva a tutti e purtroppo sempre con mire di interessi personali. La triade era composta dei professori Brera, Ruggieri e Caldani, i quali, per desiderio di lucro, volevano rendere collegiali tutti gli esami accessori, oltre quelli di laurea, ai quali assistevano ri traendone le corrispondenti propine. Erano esclusi da gli esami collegiali quelli di Ostetricia e di Oculistica, perchè i relativi diplomi erano di magisterio e non di laurea.
Approfittando del timore che il professor Lamprecht incuteva a gli studenti conia sua pedanteria, quei signori si fecero paladini dell'idea di rendere collegiale l'esame di Ostetricia, allo scopo dicevano essi -r- di garantirne meglio l'esito finale. Sorse così l'idea di presentare al Consiglio aulico di Vienna una supplica degli studenti a questo scopo, e vi fu chi la formulò in termini che pungevano alquanto sul vivo il povero Lamprecht. Lo scritto, redatto dal professor Ruggieri, capitò nelle mie mani affinchè ne facessi copia con la mia bella scrittura, e poi, firmata da tutti gli studenti della facoltà fu spedito a Vienna. Fui così poco avveduto da prestarmi a questa manovra e sottoscrivere il documento fra i pruni firmatari.
Il Lamprecht, sottoposto a inchiesta, si difese a tntt'uomo e riuscì a sventare il colpo tramato a' suoi danni. Figli invero non meritava il nostro reclamo, di cui il Governo inquisitore di Vienna sospettò lo scopo e i moventi. La cosa sarebbe forse finita a questo punto, non senza una nota segreta a carico dei firmatari della supplica e del suo occulto autore, se proprio in quei giorni il Senato accademico non avesse dovuto scegliere i due allievi da mandare, in febbraio del 1825, all'Istituto di perfezionamento di Vienna. Essendo io il pruno dei candidati proposti, senza contestazione, 3 Lamprecht si alzò per opporre il veto contro di me, come autore di una calunnia a suo carico.
Si può immaginare lo scompiglio cui diede luogo l'accusa e il veto. Mi presentai a tutti i professori, che avevano per me stima e simpatia, e li trovai tutti disposti in mio favore. Mi recai anche dal mio feroce avversario, e lo trovai duro come una roccia. Forse si voleva ch'io facessi il nome di Ruggieri e lo accusassi come autore del documento. Naturalmente, io non avrei mai consentito a rendermi, per viltà, accusatore del mio maestro, e la lotta, quindi, persistè sorda e veemente, finché si avvicinò la scadenza del termine stabilito per l'assegnazione del posto di perfezionamento a Vienna. Allora, mio rio pensò a sbrigare personalmente l'incresciosa faccenda, recandosi dal professor Lamprecht, e venuto apposta da Treviso, si recò a fargli visita in mia compagnia. . .
Egli aveva un aspetto autorevole e un modo di trattare che imponeva. Quando vide il Lamprecht irrigidito nel suo proposito si alzò e disse: Signor professore; ella sa chi è l'autore dello scritto; sa che non è mio nipote; che egli fu uno stordito a copiarlo, ma ha tanto carattere da subirò le conseguenze della sua storditaggine, non accusando vilmente nessuno Ella vuol rovinarlo, e fatalmente questo avverrà: ma io avrò il conforto di non dovermi mai paragonare con lei quando mi ricorderò che,