Rassegna storica del Risorgimento
CORTESE FRANCESCO
anno
<
1942
>
pagina
<
541
>
Un Italiano del Risorgimento 541
parano da cani, e colmi di bagagli, sovraccarichi di donne, di bambini, di nomini d ogni ceto, in tal numero e disordine, ch'era una pena far passare il nostro piccolo carro...
XIV. - LA MIA MISSIONE IN GERMANIA (1871)
Eravamo a Firenze, dopo la presa di Roma, ed il ministro Ricotti si trovava alla testa dell Armata... Noi accudivamo, secondo il solito, alle faccende del Corpo Sanitario militare, quando un giorno il nostro buon Presidente Comissetti, uscendo con me dal Consiglio, mi comunicò una pratica recente a cui aveva avuto parte attiva. Si trattava di mandare in Germania persone del Corpo atte a studiare gli ordinamenti di guerra dei Prussiani, che con le loro vittorie incessanti e sorprendenti avevano schiacciato la Francia. La guerra non era ancora finita, e perciò al ministro premeva trarne insegnamenti immediati e proficui per il nuovo ordinamento militare che andava meditando, fra cui non ultima per importanza l'organizzazione del servizio sanitario.
Erano allora molto in vista fra noi il B. e il V. Naturalmente si discuteva in segreto la proposta di servirsi di loro per condurre gli studi necessari al ministro, e l'opinione del nostro Presidente in proposito poteva essere decisiva. Egli, di carattere onesto e indipendente, era già alquanto disgustato dei favoritismi usati a quei due, a cui tutto veniva concesso a sua insaputa, magari una certa autorità di sindacare i suoi stessi atti. Era questo il vero modo di alienarsi l'animo di quell'onest'uomo, mancante forse d'iniziativa, ma geloso della sua autorità, alla quale teneva in modo tale, che in simili casi di usurpazione di poteri non aveva esitato a chiedere più. volte la sua giubilazione. Lo avevano acquietato promovendolo a un grado superiore e aumentandogli l'assegno sul fondo dell'Ordine di S. Maurizio e Lazzaro, affinchè restasse al suo posto.
Il Comissetti questa volta rifiuta recisamente di dare il suo assenso ad una missione affidata a persone estranee al Consiglio Superiore, mentre esisteva chi per anzianità di grado, per meriti scientifici, per servizi prestati, per conoscenza di lingue straniere, ecc. poteva rappresentare il nostro Comitato di Sanità Militare meglio che quei due inferiori di grado e non noti all'estero per pnbblieazioni scientifiche, com'era il Cortese. Egli, dunque, mi confidò questa sua iniziativa, ingiungendomi di non parlarne ad alcuno e pregandomi di tenermi pronto, se mai egli fosse riuscito a far prevalere la sua proposta.
Fui riconoscente al mio superiore per questo suo atto spontaneo, e ne feci parola alla mia buona moglie, di cui conoscevo l'assoluta discrezione. Eravamo allora sotto le feste di Natale e si .considero la cosa di buon augurio per l'anno nuovo (1871), specie dopo aver corso pericolo di esser messo in pensione per limiti di età, ma in sostanza per far posto a qua' due signori.
Non trascorsero molti giorni cip il ministro Ricotti accettò la proposta Comissetti, ed io fui designato a quel gradito incarico, che rialzava la mia persona al grado d'importanza che i miei colleghi cercavano di abbassare con le loro meschine e subdole arri. Venne la nomina e mi si lasciò libera la scelta di un segretario... Misi gli occhi sul tenente.medico di cavalleria dottor Bellina, che sapeva l'inglese e il francese e un poco anche il tedesco...
In quei giorni ebbi per la prima volta, l'onore di essere invitato ad nn pranzo di corte a Pitti, e fa in quel pranzo che il ministro Ricotti mi si avvicinò per sapere quando intendevo partire. Lo assicurai che in settimana mi sarei messo in viaggio, provvisto di tutto l'occorrente, compresa una nuova uniforme; e infatti sarei partito entro quel