Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno <1942>   pagina <560>
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VARIETÀ, RASSEGNE E DISCUSSIONI
I ALLE ORIGINI DEL RISORGIMENTO DUE DOCUMENTI CARATTERISTICI
H risveglio della coscienza unitaria nazionale che, in conseguenza dello sviluppo economico, sociale, civile d'Italia nell'età moderna, si tradusse in volontà fattiva ptoducendo, con il bisogno, il desiderio e il moto per la sua unificazione e libertà politica, detto del Risorgimento, forse non sarebbe riuscito a venirne a capo, almeno in modo cosi completo, se, oltre a circostanze propizie internazionali, gli fosse mancato nella Penisola un centro d'attrazione, il quale divenisse in un certo momento forza formativa. Questo dinamico centro di cristallizzazione nazionale italiana fa, per pro­fonda secolare ragione storica, lo Stato piemontese e la sua Dinastia.
Non per nulla diciamo per profonda secolare ragione storica. Difatti, a ficcar bene lo sguardo nel fondo della storia d'Italia, appare manifesto, particolarmente nella prima metà del sec. XVIII, che la Potenza subalpina più d'altre Potenze peninsulari, le quali, nella successione de' tempi, ebbero a mostrarne talvolta la ten­denza era predestinata, dalla sua ubicazione speciale, a questa funzione. La Cosa Sabaudo, per la condizione sua, di tradizioni militari, fu portata a profittare abilmente delle contese francospagnola, francoaustriaca e onglofrancese per far pesare le sue forze a fianco or dell'una or dell'altra delle rivali, ad estender il suo dominio in Italia, specialmente nella valle padana, cercando altresì un conveniente sbocco sul more. Così la vediamo, in seguito a la guerra di successione spagnola, ottener fra l'altro, con il titolo regio, la Sicilia, poi dovuta cambiar colla Sardegna. Nella guerra di succes­sione polacca la vediamo allearsi alla Francia per la promessa della Lombardia e del ducato di Mantova dietro cessione ad essa de la Savojo, cosa però che, complice la Francia, nella pace di Vienna non si verifica, benché Carlo Emanuele III fosse entrato in Milano. Infine dopo accesasi la guerra di successione austriaca il Re sabaudo sì schiera con l'Inghilterra per Moria Teresa dietro promessa fra l'altro dello sbocco marittimo di Finale, posseduto da Genova.
È durante questa guerra (conclusasi poi nel 1748 col noto trottato d'Aiolà Chapellc, o d'Aquisgrona), che cominciano a dclinearsi più palesi le aspirazioni italiche e le prospettive politiche di Casa Savojo, e a balenare nella nostra Penisola due ten­denze d'interessi stranieri, le quali, nel loro giuoco di rivalità, prendono colore nazio­nale italiano, tendenze che si riprodurranno e finiran col farsi più pronunciate e deci­sive nel sec. XIX, al tempo di Napoleone e nel 1859-61: quella francese, che, nel suo tornaconto, è-disposta a favorire l'ingrandimento, fino ad un certo punto, del Re di Sardegna e la costituzione d'una unione federale italiana escludendo l'Austria e accre­scendo l'influenza borbonica; la tendenza inglese che, per attraversare in Italia la espansione francese verso il Mediterràneo, è disposta a favorire in modo illimitato l'ingrandimento a' suoi fianchi del Re di Sardegna e, se opportuno, la formazione addirittura dello Stato italiano unitario. Per le mire antifrancosì in riflesso del pre­dominio mediterraneo Cusa Sijvoja nella prima metà del sec. XVili e divenuta la protetta dell'Inghilterra, o, secondo un'espressione del card. Flcury, 1* idolo di essa. Il cav. OsBorio, ambasciatore di Sardegna a Londra, significava il 30 giugno 1744 al