Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno <1942>   pagina <565>
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Alle origini del Risorgimento 565
Egli serviva ad interessi stranieri come purtroppo hi quei tempi, in cui la patria era serva e l Italia poco più d'una espressione geografica, i nostri migliori ingegni diveni­vano mercenari d'estranie potenze. Piace tuttavia il conoscere che la sorprendente profezia italica del 1743 venne da un cittadino della patria del Machiavelli.
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Già fin dalla prima metà del sec. XVIII era stato dunque intuito l'avvenire poli­tico d Italia ed erano state individuate le due forze che saranno premessa necessaria del Risorgimento nazionale. Ma la visione avutane dal diplomatico Lorenzi era troppo semplicistica. Lo vie per il raggiungimento della mèta dovean esser ben altrimenti tortuose ed ardue. L'unificazione politica d'Italia mediante il solo processo naturale aggregativo attorno a uno Stato più fortunato per propizia ubicazione e per dinastia militare e ambiziosa, era inevitabilmente lento e fluttuante. L'altra forza, costituita dalla coscienza e volontà nazionale degli Italiani, rimaneva purtroppo ancora ineffi­ciente e pressoché allo stato potenziale. Nella seconda metà del sec. XVIII, dietro il fermento e l'impulso di nuovi bisogni economici e civili, essa accennava a farsi attiva destando sempre più il senso della comunione degli interessi e de' grandi ricordi, quando ad accelerarne d'improvviso lo sviluppo ed a renderla fattiva intervenne dal di fuori l'urto possente d'un grande avvenimento : la Rivoluzione francese con la conseguente invasione fra noi, capitanata dal genio del Bonaparte. Mentre la prima esaltava, coi diritti dell'uomo, l'amor di patria e di libertà, il grande Corso, che, nella prima gio­ventù, non era rimasto estraneo agli orgogli italiani ed era quindi in grado di meglio intendere i suoi connazionali e di metterli ;a profitto, sia pur nell'interesse di Francia, ad agevolar la conquista della Penisola fomenta i loro sentimenti e speranze patriot­tici e se n'avvale abilmente facendosene arma contro i nemici, mentre con l'abbattere le vecchie strutture politiche e con l'affiatar gl'Italiani in nuove e maggiori formazioni statali e col chiamarli alla vita marziale della milizia, preparava il sustrato dell'Unione: nazionale e del patriottismo politico, che, acuito poi dal desiderio d'indipendenza, prodotto dalle prepotenze francesi, dalle amare delusioni di essi e dalle sobillazioni inglesi in odio alla Francia, feconderà la gran fiamma del Risorgimento. Solo in questo senso han ragione i sostenitori dell'influenza decisiva della rivoluzione ed invasione francese pel Risorgimento italiano. Conveniva inoltre che la vecchia Italia con le sue individualità e rivalità municipali perisse e si decomponesse per far risorgere un'Italia nuova, più solida e uniforme.
Orbene un documento caratteristico della predisposizione della coscienza nazio­nale degli Italiani nel tempo della calata del generale Bonaparte nella Penisola e del l'azione benefica ch'egli spiego sulle prime al suo incremento, ci pare possa trovarsi nel noto Concorso, bandito, a suggerimento di lui, dall'Amministrazione generale della Lombardia il 24 settembre 1796 per una memoria sul governo libero più conveniente; all'Italia, e a cui parteciparono oltre 57 scrittori. Il Pivano nel volume sugli Albori costituzionali df fratta (Torino, Bocca, 1913) se ne interesso in apposito capitolo (a pp, 383 e seggi) illustrando le memorie pervenutene sino a noi e a lui note. Successi* va mente v'hanno aggiunto il loro contributo Francesco No vati con una nota pubbli­cata nel fascicolo del marzo 1915 de La Lombardia nói Risorgimento italiano e il com­pianto Renato Sdriga con un articolo nella stesse rivista (fuse, n, 1, 1931) dal titolo: // ceto dei Patrioti e Videa italiana dal 14 maggio 1796 al giugno 1797. Crediamo superano il far qui presente l'importanza dell'esito di quel concorso, la memoria del