Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno <1942>   pagina <566>
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566 Domenico Spadoni
cui vincitore, Melchiorre Gioja, assertore dell'idea nazionale unitaria, non fo ultima ad ispirare Giuseppe Mazzini. *) Certo ben farebbe il R. Istituto Storico del Risorgi­mento (dopo esperite ulteriori ricerche per rintracciare possibilmente altre memorie di patrioti che, come Giuseppe Poggi, Matteo Galdi e Melchiorre Delfico, si sa aver partecipato al concorso, e d'altri che, come Errico Michele Laurora, Giuseppe Abbu-montc, Pietro Polfranccschi,2) fors'anche vi parteciparono) a curare di tutte la pub­blicazione in degna silloge, a testimonianza del pensiero dei padri nostri. Intanto, anche quale esemplare di esse, vogliamo qui far conoscere agli studiosi una memoria, scritta per l'anzidetto Concorso da un Italiano allora residente in Francia, ma che venne troppo tardi presentata, se pur lo fu mai. Essa è contradistinta col n. 800/8 fra 1 Ms. (1789-1815) della Raccolta Ferraioli, attualmente acquisita alla Biblioteca Vaticana, e ne ha dato primo l'indicazione il prof. Michel facendo parola di detto fondo nella Rassegna Storica del Risorgimento del 1939. La memoria reca la data finale: In Pariggì il 7 maggio del 1797 (e d'altro carattere: 18 Fiorile'Anno V) e la firma Costantino della Marra, Dottore in Legge nelle Università di Bologna, e di Napoli, attual­mente addetto all'Istruzione Pubblica, quinta Divisione del Ministeriato dell'Interiore della Francia, in Pariggi . L'autore parrebbe un giovane meridionale: per tale lo lascia supporre, oltre che l'aver fatti gli studi legali hi Napoli (nonché in Bologna), il suo caratteristico cognome, di cui si riscontra il consimile nel Mezzogiórno (un D. Scipione La Marra era nel 1775 capitano de' fucilieri a Casacalenda e nel 1799 castellano del Carmine a Napoli, e un Marra era canonico reazionario in Reggio Calabria nel 1792). Non figura però fra gi'inquisiti o profughi napoletani, indicati per gli anni dal 1792 al 1799 dagli storici A. Sindoni e B. Croce.3)
Il fascicolo in 4 (32 x 21), di pp. 16 numerate e di scrittura del sec. XVIII, ha ha testa il verso oraziano: -Est modus in rebus, sunt certi denique fines, forse scelto dal della Marra come motto di riconoscimento pel Concorso, quantunque il ms. della memoria rechi in fine la firma e la qualifica di lui. Sotto il verso è l'intitolazione: Di­scorso su la. questione = qual' è il Governo Ubero, che meglio convenga alla felicità dell'Italia = divìso in due parti. Nel Discorso sono bruciati i soliti grani d'incenso alle idee democratiche del momento; ma degno di nota che anche il della Marra, come, del resto, la maggioranza dei concorrenti noti, è assertore dell'Unità italiana. Nella prima parte egli meomincia con il seguente esordio: Italia, oh Italia, giunto alfine è il momento di sortir da catene. Apri quegli occhi, che il timore e la miseria tua, "orgoglio e la perfidia altrui per sì lunga stagione hanno assopiti in un letargo indegno. Mira in qual orrido stato di stupidità, di disprezzo, di orrore, di avvilimento Cabina ridotta Parte tirannica de* tuoi.più crudeli e implacabili nemici, gl'inimici di tutto Vuman genere, il Trono, e il Fanatismo. Conquistata da tanti, abbandonata alle fiamme, ai saccheggi, al ferro micidiale di barbari stranieri; venduta come schiava, ed asservita alle leggi di mille,
1) G. MAZZINI. Scritti oditi ed inediti, Edi*, diretta dall'Autore: voi. I, p. 82 (Milano, G. Duelli. 1861).
2) Del conte Polfranccschi che, com'è noto, ebbe parte notevole nella Repubblica cisalpina e, dopo il periodo napoleonico, fini generale austriaco, le corte e documenti, derivate dal suo lascito, sono ora conservato nell'Archivio di Guerra di Vienna, dove sarebbe opportuno che qualche studioso italiano le esaminasse.
3) ATTILIO SIMIONI. Le origini del Risorgimento politico dell'Italia meridionale,. (Messina, G. Principato); BENEDETTO CROCE. La Rivoluzione napoletana dei 1799 (Bari. Laterza, 1912).