Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno
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1942
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pagina
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567
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Alle origini del Risorgimento 567
divisa in certo parli per snerxìarti ogni forza; avvolta dall'intrigo e dall'ipocrisia in mille pregiudizi; oltraggiata, schernita, oppressa sempre o vinta o vincitrice... scuotiti ormai.*, risorgi, giacché lo puoi, dall'urna della morte: ti ridona alla luce; ella ti rende alla gloria, a te stessa, alla farsa, al sapere: prevaiti del momento fortunato, che il giro delle umane vicende, e il sistema della Ragion trionfante t'aprono in un punto. Se questo vola sovvienti, ch'ogni speranza di bene è per te spenta per sempre: che vittima sarai dà fulmini de* Re: e che il tuo fato sarà peggiore del fato deplorabile della sventurata Polonia. Una tromba guerriera ti richiama all'antica grandezza, a vendicar, s'è d'uopo, i torti tuoi, e cessar d'arrossire. Il suolo non è punto cangiato: può riprodurre degli Eroi. All'ombra amica del"Armate francesi potrebbe ancora il carattere energico e pensante de' figli tuoi riprender la sua forza primiera: potrebbe ancora l'Aquila tarpèa spiegare i suoi rapidi voli: e riprodursi dalle sue stesse ceneri la libertà latina.
Dopo siffatto patriottico appello la prima parte della memoria consiste in una breve dissertazione teorica sul miglior governo concludendo in favore della costituzione democratica rappresentativa che nel 1795 era stata abbracciata da la Francia. j questa dunque dichiara il della Marra la sola forma di Governo, che meglio possa convenire alla felicità di un Popolo qualunque: ed in conseguenza la sóla che possa con giusto titolo essere abbracciata dal Popolo Lombardo, non che dagli altri Popoli dell'Italia". Nella seconda parte viene esaminato come e per quali mezzi questa Costituzione democratica rappresentativa debba adattarsi alla Nazione italiana, divenire stabile e durevole per tutti i tempi avvenire, rendersi atta a consolidare su basi inamovibili i diritti e la felicità delle Parti e del Tutto, e assicurare alla massa generale dell'Italia la pace esterna, e la benevolenza delle Nazioni straniere. In essa il della Marra presenta addirittura un Progetto costituzionale di 14 articoli con le relative chiose. Nell'art. 1 è detto: La Repubblica Lombarda (o /(aliami) è una Repubblica democratica rappresentativa, una, e indivisibile ed è commentato: Più questa unità e indivisibi-. lità morale sarà composta di parti individuali, meglio sarà sostenuta la libertà, la proprietà, e la salvezza di ciascuno, e pia formidabile si renderà la massa generale. Così, se di tutti gli Stati dell'Italia, che cercano la libertà, e la reintegrazione de* loro diritti primitivi, si potrebbe formare un solo Corpo morale indivisibile, quando ancor a ciaschedun d'essi costar dovesse qualche sacrificio, qual energia non potrebbe allora risvegliarsi in un Popolo, eh*è stato sempre guerriero, avvezzo a grandi concessioni? e quale influenza non potrebbe eziandio avere una tanto rispettabile Repubblica nel grande oggetto, a cui ogni vivente deve interessarsi, di procurare all'Europa una pace costante?
Qualunque sorta di Confederazione annunzia debolezza. Ella divise la massa totale gl'interessi, e i grandi mezzi della forza generale. La difesa diventa necessariamente inattiva: l'intrigo esterno ha cento rami, a cui, attaccarsi: lo spirito Nazionale non può avere mai salde radici: la corruszione dee far progressi all'infinito: e, l'energia détte parti divenuta stagnante, conviene che il tutto onninamente perisca.
Nell'art- 2 è detto: Tutto il Paese sarà diviso in Dipartimenti, al numero che sarà denotato dal Codice Politico. Ciascuno di essi non conterrà meno di 200 mila Abitanti, né più di 300 mila. Ogni Dipartimento nominerà alla Rapprescntasion generale sei Cittadini, cioè due per ogni anno.J) Un numero ristretto di Rappresentanti del Popolo, contrario peraltro alla Costituzione francese, diventerà più utile alla cosa, meno dispen-
J) Nel ms. son variati i numeri che prima erano tre Cittadini, cioè uno per ogni fumo. Cosi nel testo è qualche leggera altra correzione, che farebbe supporre trattarsi d'un originale.