Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno <1942>   pagina <570>
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570 Libri e periodici
Et primo dei due volumi lega nei diversi saggi una trattazione che riguarda il movi­mento pedagogico scolastico facente capo alle Scuole Pie, e il movimento pedagogico dottrinale che ha la sua grande aurora nel Rousseau e va sino agli illuministi italiani.
Pertanto in questo primo volume viene ampiamente trattato dei rapporti, dav­vero molto vivi, fra Tommaso Campanella e il Santo Calasanzio, e nuove chiarificazioni vengono date sia a proposito dello spirito che animò la scuola degli Scolopi fin dal suo nascere, sia a proposito dell'opinione che si ebbe di essa in rapporto con l'opera educa­tiva di altre congregazioni religiose.
Il Calò fa poi seguire una sintesi chiara e vigorosa circa il pensiero e l'opera edu­cativa del Comenio, e poscia, col sussidio di una larga e significativa documentazione, studia il pensiero del Francke e l'importanza del pietismo nella storia della pedagogia, chiudendo la trattazione del tema con un saggio sopra un umanista educatore: Paolino Chelucci delle Scuole Pie. Seguono, come abbiamo detto, gli studi sul Rousseau e sugli inuininisti italiani, la cui opera appare in realtà molto più ricca di originalità e di influenze, di quanto non sembri allorquando lo studio viene circoscritto ai soli illnministi maggiori, quali il Gioia, il Filangeri ed il Romagnosi.
Un maggior interesse presenta indubbiamente per gli studiosi del Risorgimento il secondo volume del Calò, il quale sin dalle prime pagine, intervenendo sulla nota questione intorno alle origini del Risorgimento medesimo, si palesa tutto rivolto a studiare i rapporti fra l'azione rivoluzionaria e la pedagogia rivoluzionaria che accom­pagna o precede l'azione medesima.
Fra i grandi educatori dell'anima nazionale sui quali l'A. ferma la sua attenzione, vediamo Vincenzo Cuoco, Giacomo Leopardi, Francesco De Sanctus, Raffaello Lambruschini e Vincenzo Gioberti. Nomi che bastano veramente a dare un'idea dell'ampiezza della trattazione, mentre anche il nome del Leopardi soltanto ci dice come il Calò intenda nella sua vitalità ed estensione l'idea di educatore e il concetto di educazione dell'anima italiana.
A proposito dello studio sul Leopardi educatore, come del resto a proposito degli altri, può accadere al lettore di quest'opera di vedere rievocate circostanze, ed inter­pretati particolari da un punto di osservazione affatto nuovo, e col sussidio di un intuito veramente felice e di una dottrina veramente profonda.
Fra gli educatori cui il Calò rivolge la sua attenzione è anche il Pascoli ( De San-etis, Pascoli e il Faaciulli.no pp. 147 e sgg.): ed il breve capitolo sull'argomento offre al Calò l'occasione di esprimere oneste e franche dichiarazioni a proposito dell'ufficio educativo dell'arte e a proposito di manchevolezze secondo il nostro parere scandalose che si possono rilevare ai nostri giorni.
Un ritorno agli Scolopi della cui opera l'A. si è molto occupato viene [offerto in questo secondo volume, là dove si tratta del Carducci che quattordicenne entrava come è noto nelle Scuole. Pie di San Giovannino a Firenze. Non poteva a meno il Calò di recare la sua valida opinione a proposito dei rapporti fra il Carducci ed 0 suo maestro Barsottini, nò di indagare quale sia. stata veramente l'influenza, durevole o no. che la scuola degli Scolopi ha avuto sul grande poeta.
Segue, nel volume, una celebrazione del maestro insigne Giovanni Vidari, celebra­zione che già ha visto la luce nei .Rendiconti della Accademia dei Lincei; e chiude il volume un capitolo su Giorgio Kerschensteiner e la scuola di lavoro. Del pedagogista tedesco, la cui opera II concetto della acuoia di lavoro lo stesso Giovanni Calò ha per primo tradotto in italiano e pubblicata, viene esposta, in chiarissima sintesi, la dottrina ed il programma, non senza rilievi che indicano ciò che è vivo e ciò che è superato ed abbandonato nella concezione educativa del Kerschensteiner. Precisato è particolar­mente il concetto che l'educatore ebbe del lavoro manuale come mezzo educativo. Ed è poi per le esigenze di questa precisazione che vengono notati rapporti con concezioni diverse, e vengono parimenti chiariti 1 presupposti dottrinali che hanno condotto il pedagogista tedesco alla sua concezione educativa.