Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno <1942>   pagina <571>
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Libri e periodici 571
Anche a questo proposito il Calò non è soggetto a fobie opeggioa fili e. Egli è 1 educatole di larga dottrina e di grande esperienza che rifugge da estremismi, e che tro­va la giusta via, ossia la nostra via che è quella della temperanza e dell'armonia: tem­peranza ed armonia, ossia il privilegio del nostro genio e, quindi, della scuola italiana.
I due volumi di Giovanni Calò fauno parte della collezione Biblioteca Italiana del Sansoni; e gli studiosi di storia del Risorgimento, non meno dei maestri e dei peda­gogisti, troveranno pagine che si inseriscono come una luce viva e serena nel panorama degli accadimenti cui rivolgono le loro appassionate ricerche. p ZAMA
Un diario inedito di Pietro Custodi a cura di C. A. Vianello (Biblioteca Ambrosiana. Collezione di Fonti e di Memorie di Storia Patria diretta da G. Galbiati. Volume I); Milano, A. Giuffrè editore, 1940-XVfH, pp. 300, in 16. L. 40.
S'inizia con questo Diario la nuova Collezione di Storia Patria diretta dal Gal-* biati, la quale, a fianco alla primogenita Fontes Ambrosiani, cui è riservata d'ora in poi la materia più antica, classica medievale e orientale, e quanto si riferisce ai numi tutelari Ambrogio, Carlo e Federico, si propone in particolare di raccogliere dai ricchi fondi della Biblioteca milanese le opere ancor inedite atte a rievocare agli Italiani, e non solo ad essi, le tracce indelebili che la nostra gente ha lasciato dietro di se in ogni ordine dell'attività e del pensiero, e il travaglio operoso attraverso cui è pervenuta all'odierna grandezza. Fine nobilissimo al quale gli studiosi non possono non augurare di cuore la migliore fortuna.
II Diario inedito di Pietro Custodi, rinvenuto dal Vianello all'Ambrosiana, confuso tra molte altre carte del patriota scrittore, ha indubbiamente un alto interesse, perchè vi son ricordati, giorno per giorno, da uno che vi prese parte diretta, e che aveva la mentalità dello storico, gli avvenimenti cisalpini più notevoli occorsi negli anni del grande fermento politico durante i quali la coscienza nazionale si ridestava a nuovi concreti ideali. Esso integra i diari del Minola e del Mantovani per il periodo cisalpino e le ricche miscellanee Marchiane, pur essendo in qualche parte più informato (come, ad esempio, nella relazione dei comizi popolari tenuti in. Duomo per la ratifica della riforma apportata alla costituzione); ma per il periodo della rioccupazione austriaca dei tredici mesi, la cui documentazione è cosi scarsa, esso assurge a una particolare importanza per le copiose notìzie offerteci, tra l'altro, sulle operazioni della commis­sione di polizia, sulle liste degli arresti politici, sulle azioni di Adelasio e di La Hoz. Purtroppo il diario si arresta al giugno del 1800: rimangono cosi ancora non ben defi­niti alcuni atteggiamenti del Custodi nei fatti successivi, ai quali accenna il Sóriga in un suo bel saggio sul cospiratore novarese, pubblicato nel 1928. Il Vianello premette al Giornale una densa e informatissima introduzione, nella quale ricorda gli avveni­menti più notevoli della vita del Custodi e ne elenca le molte opere edite e inedite: di letteratura, di storia, di scienze economiche. Molti altri lavori, com'è noto, egli meditò, ma non mandò a compimento, sia perchè assorbito dall'ansia di ricerche e di acquisti per la sua biblioteca privata, che fu sempre la passione predominante del suo spirito, sia perchè sottoposto di continuo alla stretta sorveglianza e all'ostracismo della polizia austriaca. Il 28 ottobre del 1829 aveva fatto dono all'Ambrosiana di tutti i suoi libri, dei suoi manoscritti e della sua cospicua suppellettile artìstica; ma disgraziatamente tutto questo prezioso materiale, specialmente gli appunti biografici che si riferivano ad opere da lui progettate che non erano state approvate dall'I. R. Censura, non fu ritrovato che in minima parte dai conservatori dell'Ambrosiana. Ritiene SI Vianello che, ancora in vito.il Custodi,sapendosi sorvegliato, abbia separato e ricoverato altrove i m anoscritti e i documenti più sospetti: il fatto sta ohe ìi fratello superstite della vedova del Custodi, dopo aver offerto in vendita al Biancbi-iovini, al D'Azeglio, al Farmi, al Dina una doviziosa raccolta di materiale storico già appartenuto al Custodi, finiva con il cederla nel 1854 per la maggior parte al marchese Costa di Beaurcgard, i cui