Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno
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1942
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pagina
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575
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Libri e periodici m 575
senso storico non del tutto maturo; esempio per tutti, la definizione dell'idea direttiva che guidò la pratica politica del De Sanelis, consistente, secondo FA., in questi tre principi: Funità italiana, l'ideale monarchico e la salute della sua Patria mediante il rinnovamento morale, politico e religioso degli Italiani (p. 77): che è un dire troppo e troppo poco.
Da un punto di vista dottrinale, il Barbadoro riprende l'avvicinamento, giù da altri con poco successo e, soprattutto, con poca concretezza tentato, del pensiero dei più tipici rappresentanti del liberalismo italiano al pensiero e a dottrine più recenti. Riawicinamento già tentato, come ho detto, per altri liberali, ma riawicinamento sempre astratto che non può basarsi se non su un processo di forzamento di parole ancor più che di concetti, per il quale questi ultimi finiscono per comprendere le cose più disparate; e qui (p. 105) facciamo conoscenza di un De Sanctis divenuto imperialista giudizio talmente generico che ci permette di considerare altrettanto imperialisti Seneca e Sant'Agostino, Depretis e Giolitti. Perciò anche questo libro è affetto da quella astratta e ingenua tendenza alla ricerca dei precursori di cui si è onnai fortunatamente ingenerata tanta noia.
L'A. non ha certamente approfondito lo studio della nostra storia del secolo passato: è Fora di abbandonare certi quadri falsi e stereotipati che han fatto il loro tempo, di un'Italia affidata nelle mani di tali uomini che scambiavano l'arte di Stato con la furberia e l'intrigo, che fra tanti interessi da esaudire, fra tante passioni da soddisfare, lasciavano da parte, come dell'ultima cosa di cui si doveva tener conto, l'interesse primo, quello della Nazione; di un'Italia del decennio seguente la raggiunta unità condotta sull'orlo dell'estrema rovina (p. 126); di un'Italia, infine, che accetta una forma di governo inadatta e di formazione recente, venutaci dal di fuori (p. 132), come se i regimi politici fossero abiti che si ordinano su misura e non portati di un processo storico dal quale non si può prescindere.
Tutto questo, come ho già detto, denota una certa ingenuità e mancanza di senso storico, cui FA non ha sempre saputo supplire con la diligenza, se troviamo una ignoranza quasi completa della ricca bibliografia che non si può fare a meno di conoscere per uno studio di questo genere, parole testuali riportate senza citarne l'autore (pagine 51, 79) o senza citarne la fonte (pp. 8, 23, 41) delle parole del De Sanctis, spessissimo citate, non è mai indicato il luogo , citazioni bibliografiche senza indicazione di edizione e di data (pp. 2-1, 29), o senza indicazione di pagina (pp. 63, 64, 89), e perfino tipograficamente inesatte (p. 37).
Non manca nel testo qualche singola osservazione giusta, per esempio l'insistenza sull'alta moralità politica del De Sanctis, su e la facilità e la chiarezza con cui egli sapeva spiegare gli avvenimenti politici i più confusi e intricati (p. 89), sull* importanza della lotta e della legge desanctisiane in favore dell'educazione fisica nelle scuole. Ma queste osservazioni e il riconoscimento della buona volontà ci fanno sentire anche più la mancanza di quella maggiore meditazione che l'argomento richiedeva.
Sull'aspetto politico della personalità di Francesco De Sanctis ben altro e necessario agli studiosi italiani. PAOW* ROMANO
ANTONIO MONTI, La Bonifica dell'Agro Romano e la lotta contro la malaria nel pensiero e nell'azione del conte Luigi Torelli Milano, Antonio Cordani editore, 1941-XDC, pp. 143, in 16; B. p.
Onesto interessante volume, dovuto albi penna infaticata e appassionata di Anto-, nio Montii e voluto dalla contessa Celestina Torelli Rollo per assolvere in modo completo quello che essa riteneva suo impegno d'onore e di devozione verso la memoria del Suocero, traccia, con ricchezza di particolari e di documenti, la storia delle iniziative