Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno
<
1942
>
pagina
<
577
>
Libri e periodici 577
i cui brani salienti sono riprodotti nell'Appendice di questo IUSBUOSO volume. Il ano mento, dice il Torelli, vuol essere posto in relazione al male che è chiamato a svelare, a metter in evidenza col circoscriverlo entro limiti sempre latissirui. ma che pur si possono affermare, sostituendoli al vago e indefinito che nulla dice perchè dice troppo. La Carta è il primo passo perchè si generi in Italia una convinzione del male e della necessità del rimedio. Convien venire al concreto, discendere ai particolari se si vuol agire e la carta pone su questa via.
La lotta senza quartiere, che, intrapresa dal Governo fascista alcuni anni or sono, ha già fatto sorgere fiorenti centri rurali nell'Agro Romano e ha bonificato molte delle terre più. colpite dalla malaria, mentre è iniziato l'appoderamento della Sicilia, rimette ancora all'ordine del giorno della Nazione la bella figura di Luigi Torelli che tutto se stesso ha dato alla Patria con una devozione senza limiti, con una generosità e con un disinteresse spinti sino all'eroismo, ma che soprattutto, come ben dice il Monti a conclusione del suo pregiato volume, ha insegnato, con la sua grande sincerità e con la integerrima sua vita, che l'ultimo e più glorioso compito del Risorgimento nel suo logico sviluppo doveva essere quello di ridare agli Italiani un grande primato: il primato del carattere. ". MARINO CIRAVEGNA
PICCIOLI ERCOLE, .Fanciulle del Risorgimento; Brescia, La Scuola , editrice, 1940-XvTTI, in 16, pp. 175. L. 8.
È la rievocazione, in forma romanzata, offerta particolarmente alle adolescenti degli avvenimenti più notevoli del nostro Risorgimento dal 1852 alla fine della guerra mondiale. Yi sono messe in rilievo alcune figure, invero ora alquanto dimenticate, di patriotti lombardi, quali Eugenio Brizi, Carlo de Cristoforis e i due fratelli Induno; e vi sono brevemente tratteggiate le vicende di alcune dame leggiadre che ardentemente cooperarono al trionfo della causa nazionale: la poetessa Giulietta Pezzi dalle splendide chiome d'oro, Donna Mariquita d'Adda che, sebbene d'origine spagnola, accolse con fervore nel suo sontuoso palazzo, in via del Giardino, a Milano, buon numero di cospiratori; Cristina Trivulzio Belgioioso, che passò molti anni esule a Parigi ove destò l'ammirazione dei più illustri letterati del tempo: V. Hugo, Dumas, Thiers, Lamartine.
Ma il racconto del Piccioli procede piatto e uniforme, senza intimo legame e senza calore. Non credo che le giovinette italiane trarranno dalla lettura di questo libro incolore qualche utile frutto. MAIOSO CIRAVEGKA
Italia e Rama. 3 novembre 1941-XX; numero speciale di Camicia Rossa, Rassegna mensile di pensiero e di azione, diretta da Ezio Garibaldi, a.XXVII, un. 9-12. settembre-dicembre 1941, XTX-XX, pp. 84. L. 12.
Numero unico ... Ricordo di anni assai lontani, di signore dal cappello di amplissima falda e di piume cyraniane, dalle gonne anche più lunghe e dalla vita sottile, audaci di una audacia che farebbe sorridere le giovinette d'oggi (eheu, polemiche per la Jupe-cuhue, per Ventravo, per il tango...), appassionate dell'ultima Duse, ma disposte a dimenticare il sordo ora vedo di Anna per l'eleganza bir ice bina della Presidentessa. Perchè il numero unico ha avuto tra noi vita intensa e felice nel periodo in cui le dame alla moda erano convalescenti in un aprile un po' velato e mettevano alla prova l'abilità schermistica degli amici una spada senza l'elsa . Eran quelli gli anni beati in cui olio stato civile si presentavano tante Omelie e Milo (e che invidia per il tuo nome e cognome, o Donatella Arvale l) e fior di giovanotti per bene si rovinavano definitivamente sotto cieli alabastrini, mentre anemoni vermigli e asfodeh* violetti fiorivano immarcescibili e irrefrenabili sulle rive frequentatissime dell'Ade. Tutto ero breve ed immenso, tutto era chiarità e sul mare regnava una bianca albasia magati, or si or no, rotta da un lontano clangore