Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno
<
1942
>
pagina
<
579
>
Libri e periodici 579
sicuro profilo LEOPOLDO SAWDRI, oggi valoroso combattente. La sua Vita di Angelo Brunetti, condotta crìticamente sulle fonti edite e su alcuni documenti sfuggiti agli altri biografi, ci permette di seguire dalla nascita alla morte l'esistenza di Padron Angelo, allievo nou esemplare dei Carissimi, lettore del Tasso e del Mctastasio, carbonaro nella vendita trasteverina e più tardi seguace della Giovine Italia, uomo di primo piano sempre in mezzo al popolo romano. Pur facendo piazza pulita delle sovra* strutture retoriche antiche e recenti, il Sandri ci sa dare una ricostruzione compiuta di questa singolare figura, che, più che proiettata sui silenzi tragici di a' Tiepolo, vive ancora, per i più, sullo sfondo delle feste e dei movimenti popolari di quei celebri anni.
Anche al '49 ci riportano Le vicende della Repubblica Romana nelle memorie inedite di Pietro Gui, riesumatc con cura intelligente da un altro funzionario dei nostri archivi, oggi soldato d'Italia fuor dei confini, ANDREA AIACCHIARKLLT. Il Cui, romano autentico , è noto a quanti abbiano dimestichezza con i processi politici della Sagra Consulta, davanti alla quale seppe tenere un contegno di assoluta indipendenza, pronto anche a sfidare qualunque pericolo pur di potereftassolvcre degnamente e onestamente il proprio compito defensionale. Le brevi memorie offerteci dal Macchiarelli Bono interessanti per la posizione assunta dall'autore di critico della facile liberalità di Pio IX, sconfessata per miseri scrupoli, ed insieme dell'atteggiamento degli estremisti, del Gabinetto Muzzarelli, imposto dalla violenza, e della Commissione governativa, creata a Gaeta e dominata dalla paura. La reazione succeduta alla caduta della Repubblica suscita in pieno la sua riprovazione di uomo di buon senso, che si rende conto senza aver letto Croce che Cicerone aveva torto. Si dice che la storia è la fiaccola della civiltà, la maestra della vita, la guida dei principi e dei popoli, ecc. Baje ! Figure tettoniche 1 L'esperienza dimostra che gli nomini d'ordinario non imparano mai niente dalla storia; ricadono sempre negli' stessi errori, negli stessi difetti; urtano sempre negli stessi scogli, pur avvertiti e segnalati dalla storia. Il Governo papale, rimesso in piedi dalle baionette straniere, doveva dagli avvenimenti passati imparare che l'avere osteggiato il movimento nazionale (dapprima favorito da Pio IX) era stato la causa della sua caduta, e che inaugurare di nuovo una politica restrittiva e dispotica,, era un prepararsi un'altra, forse irreparabile caduta: ma la passione della vendetta (tremenda nel prete) e la folle persuasione chela forza materiale potesse prevalere alla forza morale, gli acciecò gli occhi della mente, e non gli fece avvertire le cagioni della compiuta rivoluzione per trarne utili documenti .
Al '67 ci portano gli articoli di MARIO LIZZAMI, I costituti di Cesare Lucatelli, editi per la prima volta, di Ntra.i.0 MUSINI, I Settanta di Villa Glori, in cui si utilizzano brani del diario del padre dell'autore, che fu dei Settanta, e di NEIXO CARDUCCI, Dopo Monterolonda (Una lettera inedita del generale Kanzler).
L'articolo di GIUSEPPE FONTEHOSSI, Casa Ajani, 25 ottobre 1867, preciso nella documentata ricostruzione, ci fa rimpiangere che l'autore, uno dei più sicuri conoscitori delle vicende dell'anno di Mentana, tardi tanto a darci quel compiuto studio cui attende da anni con appassionato fervore. E le Pagina inedite su Mentana del romagnolo Giuseppe Livnrani, presentate con finezza da PIERO: Ziyifanno, Vedere quale ricca messe di materiale documentario sia ancora possibile trar fuori su Mentana, su quella esplosione rivoluzionaria del 1867, che in quanto momento caratteristico della lotta politica italiana, può essere considerata come scinoti a espressione dì una ardentissimà polemica e come la manifestazione aperta e violenta di un dissenso a dire del quale insufficiente senza dubbio la narrazione della breve e sporadica vicenda guerriera}.
La presa di Roma e ricordata da un solo articolo : A Roma, estate 1870, dai dispacci di un diplomatica, olandese, di A. M. GHISAUBOMI, del quale ci sia lecito non parlare* * A.1L-G.