Rassegna storica del Risorgimento

SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
anno <1942>   pagina <607>
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tita dell'Istituto 607
Sento quindi il dovere di ringraziare il Ministro dell'Educazione Nazionale, che negli acquisti e nei depositi ha voluto fiancheggiare l'opera del Comune di Venezia per U potenziamento di questa Galleria permettendole di arricchirsi di nuove significative opere d'arte. Tali opere sono altrettanti documenti di un fervido rinnovamento spiri­tuale, che l'epoca nostra fascista doveva realizzare non solo nel campo della dottrina politica, ma in quello dello spirito e dell'arte.
Accanto alla novità dei nuovi acquisti non è senza significato che si allinei la mostra delle opere di Ippolito Cani, nobilissimo artista del nostro '800 e figura tra le più belle del Risorgimento. La famiglia Caffi, con gesto generoso, donava il secolo scorso, al Comune di Venezia, un cospicuo gruppo di opere dell'artista. Per mancanza di spazio, terribile despota che tormenta tanti nostri Musei, soltanto pochissime opere erano esposte. Il Comune di Venezia, assolvendo ad un sno preciso dovere ha ritenuto, qual­che anno fa, di esporle tutte al pubblico: e in un'ala contigua di questo Palazzo sono state allestite due salette allo scopo. Ma, intervenuta la guerra, le salette del Caffi non hanno potuto essere inaugurate. Oggi, finalmente, si è voluto, in via provvisoria, alle­stire una mostra di opere scelte del Calli nella prima sala della Galleria, in modo quasi che si senta una continuità, una immediata presenza della figura dell'artista tra le opere che qui figurano.
E, come ho detto, ciò non è senza significato. Anche nei momenti più duri della sua storia Venezia sapeva che cosa significasse il lavoro dello spirito, il travaglio del­l'arte. Allorché la più grande coalizione di stati si strinse contro Venezia nella Lega di Cambrai, fra le nostre lagune,un gruppo di giovani artisti da Giorgione a Tiziano, da Sebastiano del Piombo a Palma il Vecchio, gettava le basi di una nuova pittura i cui raggiungimenti furono ben presto non soltanto italiani ma europei. E quindi significa­tivo che nei momenti duri di lotta per un ideale e per una meta, il lavoro degli artisti non conosca soste: ma è ancor più significativo l'esempio che Ippolito Cani ha voluto darci, sposando in una stessa causa arte ed azione, contemplazione e passione politica. Se, come artista, il Caffi apparirà una rivelazione, tanto,, distaccandosi dalla tradizione settecentesca, egli vede con occhi nuovi la natura, ricreandola dentro forme e colori che documentano uno dei più preziosi apporti alle nuove esigenze realistiche della pit­tura Italiana dell'Ottocento, la sua figura di patriota ci è altrettanto cara. Artista ormai tra i più apprezzati dell'ambiente pittorico romano, eccolo, nel '48 alle prime notizie venute dal Veneto, lasciar Roma, correre a Venezia, arruolarsi a Palmanova tra i Crociati bellunesi, combattere a Visco e a Jalmico. E presente ad altri gloriosi avvenimenti storici del nostro Risorgimento: nel '66 allorché l'Italia alleata alla Prussia muove contro l'Austria quella guerra che significò la liberazione di Venezia, il Caffi, per incarico del Governo, s'imbarcò sulla nave ammiraglia che il 20 luglio doveva inabis­sarsi a lassa, travolgendo nel suo gorgo il pittore assieme con Paà di Bruno. Ma della vita e delle opere vi dirà per incarico del Comitato di Venezia del R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, il dottor Giuseppe Avon Caffi, amoroso interprete dell'opera del Caffi; mi basta mettere in rilievo l'importanza politica che oggi acquista la mostra dell'artista.
Nella sala, che fra poco visiterete, la magia delle sue impressioni vi porterà in viaggi lontani: da Roma alla Riviera Ligure, dal paesaggio di Napoli alla Grecia, dalla Turchia alla Siria, dalla Palestina all'Egitto. Sentirete come per questo veneto l'arte sia quasi un mezzo per amare e comprendere non solo le terre italiane ma l'Oriente: egli trasfonde nei suoi paesaggi il suo sentimento d'artista, ma anche la nostalgia di chi sente come quello terre d'Oriente fossero state per il passato la mirabile corona di Venezia- Nella sua pittura vi è la piena coscienza di una missione che Venezia, un giorno, ed oggi l'Italia hanno nel mondo.
Alla fine delle sue brevi parole il Podestà stato vivamente applaudito dai presentì, 81 è alzato quindi il comm. Giuseppe Avon Cani per dare lettura della sua appas­sionata ed intelligente commemorazione di eoi qui riportiamo un ampio sunto.