Rassegna storica del Risorgimento
SAVOIA (CASA) ; STORIOGRAFIA
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1942
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608
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Vita dell'Istituto
L'oratore inizia il suo dire rilevando come;Ippolito Caffi, bellunese, debba considerarsi il continuatore della tradianone della pittura veneziana diveduta e di paesaggio, e debba vedersi in lui il legittimo erede del Canaletto e del Guardi. Continuatore nello spirito e nella nobiltà della concezione, non imitatore diligente, freddo e inanimato. In mezzo alla incertezza e al grigiore in cui si dibatteva la pittura di allora, ba saputo coraggiosamente recarle un vigoroso spirito di modernità e di indipendenza, pur senza ricorrere ad acrobatismi e ad intemperanze. Perciò il Caffi appare, e lo fu veramente, il vero riformatore della pittura veneta di paesaggio e di veduta della prima metà dell'800, che domina da gran signore.
L'oratore passa, quindi, a rievocare la vita avventurosa del Maestro e, in rapida sintesi, ne ricorda i periodi più salienti, seguendo la sua attività di artista e di patriota.
Avido di cogliere sempre nuovi motivi per la sua arte luminosa, il Caffi non si arrestò mai, neanche davanti al pericolo: e così, il 5 aprile 1847 egli chiese ed ottenne, di compiere una ascensione con il globo aerostatico del francese Francesco Alban, il che gli diede modo di eseguire due quadri interessantissimi, di cui uno, hi partenza del pallone da Piazza di Siena a Roma si ammira alla Mostra.
Nella primavera del 1866, quando la guerra, che doveva liberare Venezia era imminente, Caffi corre a Firenze ed ottiene l'autorizzazione di seguire la campagna a bordo dì una nave da guerra. Egli era raggiante di gioia perchè sperava così di poter eternare sulla tela le glorie della prima armata navale italiana. Prese imbarco sulla Indipendenza : ma il 19 luglio, accogliendo l'invito dell'ammiraglio Persane, trasbordava sulla jRe <T Italia, nave ammiraglia. L'indomani, accesasi hi battaglia sulle acque di Lissa la nostra corazzata veniva speronata cosi violentemente dall'ammiraglia austriaca Ferdinand Max da affondare in meno di cinque minuti. Ippolito Caffi, che durante tutta la battaglia fu visto dipingere tranquillamente, imperterrito tra quell'uragano di ferro e di fuoco, si inabissava nel mare, consacrando all'arte e alla Patria la sua nobile vita.
Il collega Avon Caffi, chiude la sua nitida, chiara e profonda esposizione osservando che oggi, mentre i marinai d'Italia rinnovando il leggendario loro valore, si battono vittoriosamente contro la più. potente marina del mondo, e ne umiliano il provocante orgoglio, lo spirito placato e sereno di Ippolito Caffi ritorna fra noi, e riprende per sempre quel posto luminoso che la potenza del suo ingegno pittorico eia splendente bellezza delle sue opere gli hanno legittimamente assegnato.
La commemorazione dell'aw. Avon Caffi, seguita dall'uditorio col più vivo ed attento interesse, ha ricevuto alla une un fervido lungo tributo d'applausi.
L'A. R. il Duca di Genova, dopo essersi compiaciuto vivamente coll'oratore è passato quindi assieme alle autorità nella sala che aduna le numerose opere del grande artista bellunese, soffermandosi lungamente ad ammirare le singole tele. E seguita la visita delle altre sale della Gallerìa ove sono esposti gli ultimi pregevoli acquisti della Direzione nel campo dell'Arte moderna.
Verso le 11,15 PA. R. il Duca lasciava in lancia Ca* Pesaro.
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