Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <611>
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I FONTI E MEMORIE B9
H ! LA DITTATURA DI GARIBALDI A NAPOLlI "
(7 SETTEMBRE - 9 NOVEMBRE 1860)
Con l'Atto Sovrano del 25 giugno 1860, Francesco II di Borbone prometteva al suo popolo libertà e costituzione. Veniva accordata una generale amnistia per tutti i reati politici uno a questo giorno commessi; si provvedeva alla formazione di un nuovo Ministero, e si istituiva la bandiera con i colori nazionali italiani in tre fàscie verticali, conser­vando sempre nel mezzo le armi della nostra dinastia.
Era una promessa sincera? Quale speranza poteva essere offerta al popolo che aveva già vissuto per tre volte l'esperienza di analoga decisione? La fede era stata distrutta dal tranello e dallo spergiuro e tutti accoglievano la parola del Re con indifferenza e freddezza.
Il popolo abbandonava la monarchia al suo destino e seguiva con dignità e nerezza il Consiglio del Comitato dell'Ordine che, nel prepa­rare il suo programma unitario e nazionale, diffondeva un proclama con cui poneva in rilievo la necessità di un contegno severo e dignitoso l'esigenza che l'opera non si rallenti e la speranza che con la fede nel cuore la nostra opera sarà energica ed avremo forza di compiere l'avvenire riservato all'Italia. Si procedeva intanto alla formazione di un Ministero costituzionale e l'incarico veniva affidato ad Antonio Spi­nelli, presidente del Consiglio personalità tanto popolare che la maldi­cenza, vera piaga del paese, non giunge fino a lui. *) Venivano così nominati i ministri Gregorio Morelli per la Giustizia, Giosuè Ritucci per la Guerra, Federico Del Re per l'Interno e polizia, Giacomo de Martini per gli Esteri, Nicola Caracciolo per gli Affari Ecclesiastici, Francesco Garofalo per la Marina ed Augusto la Greca per i Lavori Pubblici. Durante la sua vita il Consiglio subiva delle sostituzioni di ministri, come ad esempio, il Del Re sostituito da Liborio Romano, il Ritucci da Salvatore Pianelli ed il Morelli da Antonio Maria LanzOli.
Cotesti uomini erano tutti generalmente stimati ed i migliori fra coloro, i quali senza macchia di reazione e di servilità, avevano serbato pure servendo il Governo, decoro negli anni trascorsi dopo il *,; ma erano nomini dottrinasi: .non atti a lottare contro la marea, che s'innalzava rapidamente. 2)
In tanto mutamento, che generava nel Governo diminuzione di autorità, non mancavano tumulti da parte della plebe, sempre pronta a sfogare il suo odio contro il più debole, per cui Liborio Romano, chiesto
, SÌ LtroOLF-PlANELM, Diario, 13 giugno 1859. S) N. NJSCO, Storia del Reame di Napoli, p. 53.