Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <612>
immagine non disponibile

612
Francesco Zerella
ed ottenuto il suo ritorno a Napoli mediante parole di fedeltà e di devo­zione alla Monarchia, nominato prefetto di polizia faceva appello alla camorra, inquadrandone tra le file dei poliziotti i suoi capi, conferendo loro responsabilità ed autorità e generando l'ordine pubblico per mezzo di coloro che erano stati i veri autori del disordine. La soluzione, certa­mente difettosa nello spirito, era in quel particolare momento, la migliore e la più ingegnosa.
Le nuove circostanze suggerivano inoltre al Consiglio dei Ministri la necessità della formazione di un unico verbale per ogni seduta, rego­larmente firmato da tutti i membri a garanzia della esecuzione delle deliberazioni ed a tutela della responsabilità dei componenti del Gabi­netto come pure per dare unità all'opera del Governo e per evitare pericolose ingiustizie personali. u
Intanto con decreto del 1 luglio veniva richiamata in vigore la Costituzione del 10 febbraio 1848 e con un altro decreto della stessa data si convocavano i collegi elettorali per il 1 agosto ed il nuovo Parlamento Nazionale per il 10 settembre. Si provvedeva anche alla formazione di speciali commissioni per la preparazione di nuove leggi e progetti e s'invitava il popolo ad essere fiducioso, tranquillo e fedele all'Augusto Monarca.
L'attività del nuovo Ministero presentava intanto nuovo orienta­mento politico e nuovo spirito informatore. Ma le modifiche, e i nuovi disegni di legge, dovuti in massima parte agli uomini chiamati al Go­verno, ma anche al momento pericoloso ed alla situazione sempre più preoccupante, non potevano ottenere il risultato voluto, né generare quella forza di resistenza agli eventi nuovi che si venivano svolgendo. L'urto doveva essere inevitabile e tale appariva sin da allora al pensiero onesto e severo di colui che poteva valutare l'intima storicità dei fatti già potenziati da elementi morali e da forze generatrici di riscossa sociale e politica. La lotta oramai si manifestava come resistenza da parte del Governo borbonico e come offensiva da parte del Governo nazionale.
A Napoli appariva Io sforzo di un artificioso superamento del pas-sato che aveva indebolito tutto l'organismo politico, incapace di ritornare a nuova vita; a Torino invece si svolgeva tutta una operosità prudente ed audace, potenziata di forza morale consapevole di affrontare le oppo­sizioni e di creare un nuovo stato di cose. Ed una tale consapevolezza faceva pronunziare al "Mancini l'eloquente discorso nella seduta parla­mentare subalpina del 29 giugno, la protesta vigorosa di Carlo Poerio
?jj N. CORTESE, 1 verbali delle sedute dell'ultimo Consiglio dei Ministri borbonico o del primo della dittatura, in Rassegna Storica del Risorgimento, fase. II, 1935.