Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <614>
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614 Francesco Zerella
inviata al Nigra in etri il Cavour, anche per consiglio del Principe Eugenio di Savoia Carignano, manifestava, e forse per la prima volta, la persuasione della soluzione unitaria nazionale in seguito alla caduta del Re di Napoli e ad un colpo decisivo operato con una spedizione militare in tutto il Regno meridionale. Il suo programma diventava dunque unitario e prevedendo forte opposizione al suo sviluppo, da parte del Comitato di Azione, inviava istruzioni energiche e decisive al Persano anche verso Garibaldi se avesse manifestato intenzioni ostili al Governo. E per giustificare la rivoluzione meridionale nel campo diplomatico e nello stesso tempo per diminuire la potenza del partito opposto, il Cavour voleva che il movimento partisse dal popolo e prima dell'arrivo a Napoli del Generale. E senza nascondere i suoi timori per le vittorie di Garibaldi, scriveva al Nigra una lettera riservata in data 1 agosto in cui diceva che se Garibaldi s'impadronisce del Regno e della Capitale diventerà il vero padrone: Vittorio Emanuele conserverà probabilmente la corona, ma questa brillerà soltanto di quella luce che un avventuriero eroico crederà bene di gettare sopra essa. x) Con Io stesso scopo in data 8 agosto scriveva al Persano:
Faccia quanto può per far scoppiare il moto in Napoli prima dell'arrivo a Napoli di Garibaldi, e prenda senza esitazione il comando delle forze navali tanto del continente quanto della Sicilia andando di accordo col Generale.
Tra i collaboratori del movimento nazionale erano stati già scelti come principali attori il ministro Liborio Romano vecchio liberale unitario, provato ed onesto, come scriveva il Cavour al Persano, ed il generale Nunziante che ci ha dato tanto in mano da farlo impiccare se occorre. *)
Cosi il grande statista mentre metteva a disposizione anche delle somme per corrompere gli elementi borbonici più notevoli, provvedeva ad inviare persone di sua fiducia a Napoli per alimentare la rivoluzione unitaria e dare inizio alla caduta naturale del Governo.
Il programma veniva chiaramente manifestato da Silvio Spaventa che trovandosi a Torino scriveva a suo fratello Bertrando in data 8 luglio :
Tutta la questione ora sta che Napoli conservi il contegno che ai trova di ver preso, si rifiuti all'attuazione delle concessioni ed aspetti che Garibaldi venga. Se essa si dimostra riconciliatile coi Borboni, difficilmente Garibaldi passerà, impe­dendolo la diplomazia, e difficilmente l'impresa può riuscire, coso che possa tentarsi.*)
*) Carteggio Cavour-Nigra, n. 1022.
') CICCALA, Lettere di Cavour, voi. Ili, p. 301.
?) S. SPAVENTA. Dal 1848 al 1861, a curo di Croce. Bari, 1923, p. 341.