Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno
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1942
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pagina
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615
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La dittatura di Garibaldi a Napoli 615
Dunque lo scopo doveva consistere nel rendere incolmabile il vuoto tra il popolo e la monarchia con l'inevitabile isolamento di quest'ultima e la sua successiva caduta. A tale scopo raggiungevano Napoli giovani ardimentosi e uomini di provata fede monarchica tra i quali Giuseppe De Vincenzi, deputato al Parlamento napoletano nel 1848 e poi esule in Francia ed in Inghilterra. Inviato personalmente dal Cavour con due lettere di presentazione per il ministro sardo Villamarina e per il comandante Persano giungeva a Napoli con il preciso compito di salvare l'unità e la vita dell'esercito napoletano considerato una fossa grande per le prossime battaglie dell'indipendenza.1) Venivano inoltre inviati Ignazio Ribotti prigioniero in S. Elmo dopo la infruttuosa riscossa calabrese del 1848, il generale Carlo Mezzacapo, il colonnello Camillo Boldoni uomo di grande ardire e di provata fede e che aveva dato prove del suo patriottismo e del suo imperturbabile coraggio in Venezia ed in Lombardia,8) il maggior Francesco Matarazzo, tutti ufficiali che per le loro aderenze con quelli dell'esercito borbonico potevano operare con maggiore facilità di riuscita. Nicola Nisco partiva da Torino con lettere di presentazione del Principe di Carignano e del Cavour al Persano; Silvio Spaventa che, con profondo entusiasmo, scriveva a Bertrando di aver trovato il paese in processo di trasformazione perchè il sentimento unitario compenetra, affascina, e trascina tutti;8) Antonio Ciccone che annunziava a Bertrando Spaventa di aver trovato a Napoli meraviglie: l'immensa maggioranza del paese è per l'annessione e che non mancavano diserzioni dei capi dell'esercito e provvedimenti energici presi dal Governo nei loro riguardi: ed i giovani Giuseppe Finzi ed Emilio Visconti Venosta, ex mazziniani, considerati dal Cavour molto operosi e di rara intelligenza .
Allo Spaventa, come alla mente più alta e all'energia più risoluta, fu affidata la direzione sulla giunta esecutiva del Comitato centrale dell'Ordine, ed egli avviò il movimento a uno scopo preciso: compiere la rivoluzione sul continente prima che Garibaldi giungesse a Napoli .*)
Non mancavano elementi di fiducia che difendevano lo stesso programma con energia e perseveranza, motivo di forti dissidi con il partito di Azione che spesso formulava accuse esagerate ed artificiose.
i) Dal discorso di B. DB CESARE, Onoranze al senatore De Vincenzi, Roma, 1908, p. 15 seg.
2) Nisco, op. cit., p. 88.
3} S. SPAVENTA, op. eit., p. 348.
4) R. DE CESARE, S. Spaventa ed i suoi tempi, in Nuova Antologia, 1893, fase. 1 luglio.