Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <616>
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616 Francesco ZereUa
E questa forma di opposizione attingeva di frequente il suo modo di vita soltanto da incomprensione politica e da rigido preconcetto. Lo stesso Garibaldi parlando del partito cavou rriano a Napoli, lo definiva con tinte molto aspre, come un partito basato sulla corruzione, sempre pronto a darc il calcio dell'asino e sempre costituito
di compra giornali, di grassi proconsoli e di parassiti di ogni genere, sempre pronti a servire con ogni specie di abbassamento e di prostituzione chi lo paga e pronto sempre a tradire il padrone quando questi minaccia di crollare. ')
Ma se i due partiti si agitavano tra prospettive diverse, il fine era Io stesso : l'amore per l'Italia e la caduta del Re di Napoli che veniva abbandonato e tradito da ufficiali e da ministri.
Il suo destino era ormai segnato e neppure il consiglio della resi­stenza eroica suggerito dal Pianelli ne avrebbe mutato il volto.
Tutta una preparazione spirituale aveva operato a favore della rivoluzione e della unità nazionale da parte degli elementi intellettuali del paese che avevano formato la nuova mentalità politica. Un tale orientamento delle coscienze doveva contribuire non poco alla reale conquista del Regno perchè ces hardis coups de main peuvent réussir mais le succès ne dure que une heure quand un sérieux mouvement d'opinion ne les a pas précédés et commandés.2)
Anche i preparativi insurrezionali non erano stati trascurati e l'unità dello scopo dei due opposti Comitati (dell' Ordine e dell'Azione) non tardava a realizzarsi. Il Cavour che desiderava un'azione rapida ed ener­gica non disdegnava la collaborazione dei due Comitati, come si rileva dalle istruzioni date al Persano al quale diceva di spianare la via a Garibaldi e di andare di accordo col Generale.3) Insomma il Cavour cercava di appoggiarsi a tutti ed infatti i due comitati sceglievano come centro di diffusione la Basilicata, regione di grande importanza perchè situata fra le Calabrie, le Puglie ed i due principati.
Cosi il colonnello Boldoni assumeva la direzione del movimento che aveva inizio in Corleto il 17 agosto con la proclamazione dell'unità tra acclamazioni frenetiche.
La scintilla della rivolta si propagava per opera dello stesso Boi-doni a Potenza che insorgeva il 18 agosto. Il giorno dopo si organizzava un Governo provvisorio e si proclamavano, motu proprio, prodittatori
1) G. GAIIXBAX.I, Memorie, a cura della Reale Commissione, Bologna, 1932, p. 470.
2) M. MONNIER, LO mouvement italien à Naples do 1830 à 1865, in Revue des deux Monde, 15 aprile 1865, p. 1010.
3) PERSANO, Diario, p. 129.