Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
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1942
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Francesco Zerella
opera del ministero e dello stesso Liborio Romano che messa innanzi una presunta congiura del principe riuscì a premere su Francesco II ed averla vinta sul pericoloso oppositore che minacciava di stroncare l'azione intrapresa d'accordo col Cavour e col partito unitario. " In realtà l'ambizione del Conte veniva superata dalla preoccupazione degli interessi dinastici nel momento in cui egli avvertiva sebbene troppo tardi, la necessità di riguadagnare il perduto, anche per sua colpa prestigio militare con una energica azione contro Garibaldi. 2)
E cosi il conte Luigi con parecchi uomini egregi aveva preparato un programma di forte reazione approvato ingenuamente da Francesco II con lo scopo di restaurare l'autorità e la forza della dinastia. Appariva così necessario l'allontanamento del Conte ed il Consiglio dei Ministri dopo una lunga seduta del 12 agosto si sciolse due ore dopo la mezzanotte con la decisione di una proposta di esilio del conte .8)
Anche il Re non tardava a sanzionare la proposta e così il Conte partiva per Marsiglia la sera del 14 agosto.
Si proclamava lo stato di assedio in Napoli ed alla proposta di arrestare i capi liberali, lo Spinelli, presidente dei ministri, faceva le sue energiche opposizioni.
Tra tanto svolgersi di avvenimenti interni ed esterni che dovevano far precipitare la triste sorte del trono, non mancavano gli estremisti borbonici, pochi di numero, che desideravano e consigliavano il giovane Re di resistere e di guidare i suoi soldati contro il Dittatore. Ma il mini-stro dell'interno Liborio Romano, che aveva già tradita la causa della monarchia per aver dato il suo aiuto al Comitato centrale dell'Ordine, affermando in un suo memorandum del 20 agosto che la lotta farebbe scorrere a fiumi il sangue consigliava il Re di allontanarsi ce per qualche tempo dalla terra e dal palazzo dei suoi avi e di nominare una reggenza temporanea un ministro che ispiri tutta la fiducia, ed onesto .
Il Consiglio dei Ministri giudicato da tutti come un tradimento verso il proprio Re, esprimeva la triste realtà del momento. Del resto anche il Conte di Siracusa, in data 24 agosto, consigliato dalNisco e poi dal Persano che aveva ricevuto ordini precisi dal Cavour, *) inviava una
1) A. ZAZO, La politica estera del Regno delie Due Sicilie nel 1859-60, Napoli, 1940, p. 423.
a) A. ZAZO, L1 Esilio del Cónte di Aquila, in Samnium, fase. U, 1936.
3) A. ZAZO, in Samnium, eie
*) Vedi telegramma del Cavour in data 17 agosto al Persano in cui diceva: Si voi pouvez engager conte de Siracusa a éerire lettre au Roi de Naples conforme à ce que me mande Nisco ce aerait utile.