Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <622>
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622 Francesco Zerella
organizzatorecomeCarnet.1) Uomo d'azione dunque, oltreché di scienza, il Bertani aveva un postato glorioso per la grande attività svolta a Ge­nova durante la spedizione dei Mille, La particolare capacità organiz­zativa dei Comitati di s occorse: e gii' aiata-in armi e danaro raccolti per il potenziamento della spedizione, la fiducia che godeva presso il Generale, e la tenacia nel combattere gli ostacoli e le diverse difficoltà, chiamavano quest'uomo ad assumere un incarico delicato e pieno di responsabilità quale era la direzione della Segreteria generale.
Unico rappresentante del Partito di Azione, il Bertani doveva, fin dall'inizio della sua nuova opera organizzatrice, trovarsi in mezzo a difficoltà non comuni. Doveva lottare contro tutta un'atmosfera mini­steriale di tendenze moderate e doveva soccombere perchè bersagliato da accuse esagerate di tutta la stampa cavourriana.
Un Governo provvisorio costituitosi la mattina del 7 settembre per volontà di Garibaldi e per opera del suo aiutante di campo Trecchi, considerando l'urgenza degli avvenimenti e la manifestazione della legit­tima conquista, dopo pochi minuti di vita, durante i quali nominava il Generale, dittatore delle Due Sicilie, veniva sostituito da un Gabi­netto garibaldino nel quale Liborio Romano aveva il portafoglio dello Interno e Polizia, Cosenz e Pisanelli venivano incaricati di reggere, rispettivamente, i dipartimenti della Guerra e della Giustizia.2)
U Ministero decideva l'entrata immediata di Garibaldi a Napoli ed una deputazione gli veniva spedita il giorno 6 dallo Spinelli mentre edes bandes de gens du peupleparcourent la ville armés de piques et de poignards encriantVive Garibaldi!.3) Nessuna manifestazione violenta avveniva. Intanto non mancavano controversie intorno alla entrata in Napoli di Garibaldi suscitate da alcune notizie poco favorevoli per un tale avvenimento. Ma il Generale risolveva di partire subito, e la sua decisione
fu uno slancio del suo cuore generoso o fu un effetto di quell'intuito meraviglioso di cui dette tante prove sul campo di battaglia e per il quale comprese forse che il ritardo di 24 ore poteva compromettere la sua impresa;, nell'un caso o nell'altro fu però sempre un atto eroico l'avventurarsi solo seguito da pochi che avrebbero potuto farsi massacrare ma non certo salvarlo in un possibile disastro.*)
Intanto il Generale faceva il suo ingresso a Napoli accolto da un vero delirio di popolo. Egli entrava nella città accompagnato da pochi
1) A. ÓKIANI. Lotta politica in balia, Bologna, 1935, voi. HI, p. 74.
2) M. Rosi, op, cìt., p. 452.
3) C. MABAXDI, op. cit., p. 159.
*) L'entrata di Garibaldi per un testimone ojiùÌaro< in La tega del Bene, rivista settimanale, anno UT. 1888, n. 52.