Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <624>
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Francesco Zerella
Anche il re Vittorio Emanuele esprimeva con lettera dell' 11 set­tembre le sue congratulazioni e faceva sapere a Garibaldi il piano di occupazione delle Marche e dell'Umbria per congiungere le forze dell'Italia Meridionale a quelle dell'Italia Settentrionale, consigliando il Generale di non agire isolatamente perchè conviene che l'azione militare in Italia abbia una sola e concorde direzione e non si faccia nessuna spedizione od attacco senza l'ordine mio.1)
Il programma di liberare le Marche e l'Umbria, risultato dalla nuova situazione politica raggiunta in seguito alle annessioni plebisci­tarie della Toscana e dell'Emilia e maggiormente ai progressi della eroica impresa di Garibaldi nell'Italia Meridionale, esigeva una imme­diata ed energica soluzione. Così ogni pensiero di differimento fu emesso: combattendo e vincendo la reazione nelle Marche e nell'Umbria, si toglieva ogni possibilità di trionfo alla rivoluzione.2)
Intanto anche il Cavour non tardava a riconoscere l'improvviso e trionfale evento, pur avendo operato con energia e con attenzione parti­colare nel prevenire e nel precorrere il movimento rivoluzionario di Garibaldi a Napoli. E cosi ne informava il Nigra in data 12 settembre:
Vous savez tout ce que j'ai fait pour devancer Garibaldi à Naples j'ai polisse l'audace jusq'au point où elle pouvait aller sans courir le risquc de voir éclater la guerre civile... Mais Iorsque Garibaldi, déjà maitre de la Sicile s'était avance trionphalenient jusqu'à Salerno, sans trouver d'obstacle, il eùt été impossiblc de s'emparer de Naples pax la force et de lui dérober tout à coup le fruit de ses victoircs.3)
Poco dopo anche i forti militari capitolavano e le guarnigioni impaurite chiedevano la vita e la libertà. Anche le milizie garibaldine non tardavano a giungere e venivano indirizzate parte a Napoli e parte verso Avellino per. minacciare e colpire nel mezzo la resistenza borbonica concentrata a Capua.
Iniziava cosi per il vecchio Regno una nuova vita orientata verso nuovi principi e nuovi programmi.
Si poneva subito mano alla ricomposizione degli organismi più. importanti ed alla scelta di uomini rappresentativi.
E con il secondo decreto venivano nominati Liborio Romano ministro per l'Interno, Enrico Cosenz con Michele Giacchi per la Guerra, Giuseppe Pisanelli per la Giustizia, Carlo De Cesare direttore per le Finanze, e Giuseppe Arditi per la Polizia.4)
*) Carteggio Cavour-Nigra, n. 1107. a) G. MASSAIO, op. ci*., p. 278. 3) Carteggio Cavour-Nigra, n. 1108. *) Decreto 7 settembre 1860.