Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <626>
immagine non disponibile

626 Francesco Zeretta
integrale formazione? Lo scopo del Dittatore non doveva .essere lontano dalla realizzazione di un equilibrio politico e di un modus vivendi, capace di superare le opposizioni e le tendenze contraddittorie. Del resto la sua scarsa simpatia verso il partito mazziniano, spiega più chiaramente il suo iniziale atteggiamento di vita politica. Tout en ménageant le parti inazzinien, le Dictateur continue d'éviter de lui donner une part prépondérante dans les affaires.1)
E se riconosceva un Ministero moderato cavourriano, egli aveva già provveduto alla organizzazione della segreteria dittatoriale ed alla nomina del suo fedele Bertani il quale, pur essendo un mazziniano, veniva investito di una funzione che Io collocava alle immediate sue dipendenze. Sperava così in una fusione dei due programmi con il gioco più o meno libero delle forze e con il loro reciproco temperamento.
Il pensiero di Garibaldi appariva in questo momento iniziale e turbinoso della nuova vita politica, densa di responsabilità e di avve­nimenti, molto ideologico.
Egli partecipava per i due programmi considerati entro limiti precisi. Agire per la monarchia ma svolgere la rivoluzione fino alla liberazione di Roma e Venezia.
Per il momento nessuna forma di annessione al Piemonte e tanto meno di annessione immediata. Del resto la manifestazione evidente del suo pensiero si rivelava mediante l'invito rivolto agli uomini rappre­sentativi dei due Gomitati e cioè al Libertini, al Conforti, al Pisanelli, all'Agresti, a Camillo Caracciolo, al Ricciardi e ad Colonna. Per il bene della causa dell'unità italiana, vi prego di riunirvi e comporre il comitato unitario nazionale. Attendo ogni aiuto dal vostro illuminato ed ardente patriottismo .
Ma l'accordo sperato non poteva realizzarsi, come vedremo. H conflitto era inevitabile e l'errore era non solo di forma, ma essen­zialmente di contenuto. Lo stesso Garibaldi, del resto, non tardava ad accorgersi che il partito moderato cavourriano aveva già svolto larga attività a Napoli con lo scopo preciso di prevenire il suo arrivo e di promuovere subito l'annessione; e le direttive del Cavour non avevano sottintesi. L'impressione riportata da lui personalmente era contraria alla sua aspettativa perchè
i pochi giorni passati in Napoli, dopo l'accoglienza gentile fattami da quel popolo generoso, furono piuttosto di nausea giustamente per le mene e sollecitudini dei sedi­centi cagnotti delle monarchie, cho.altro non sono in sostanza, che sacerdoti del vèntre,2)
1) C. MARALDI, op. CU, p. 170.
2) G. GARIBALDI, Memorie, p. 471.