Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <630>
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630 Francesco Zerella
che in tal modo il generale a réussi à ueutraliser, pour le moment dn moins, des influences rivales, à les xnaintenir sous sa dépendance, en ne laìssant à la tète des administxations que des hommcs qu'iJ sait on croit ètre entièrenient dévoués à son idée1) Accorgimento politico e capacità di comprensione degli uomini e delle circostanze.
Intanto l'Eroe si sentiva chiamato sul campo di battaglia. Egli doveva combattere per vincere ed i suoi successi erano l'espressione del suo cuore di leone e di soldato. Ma prima di partire, egli avvertiva la necessità di scegliere un suo rappresentante. Aveva deciso di confe­rire la prodittatura al Pallavicino, il martire dello Spielberg, ma tem­poraneamente nominava il Sirtori 2) che anche precedentemente era stato investito della stessa carica in Sicilia, come abbiamo già ricordato. A questo proposito il Brenier riferiva che il Bertani ed il Sirtori ne rencontrent ici aucune sympathie.3)
Così la prodittatura del Sirtori si estendeva alle quindici Provin­cie continentali e contemporaneamente si stabiliva la prodittatura in Sicilia affidata al Mordini. 4) riservando al Dittatore la suprema direzione degli affari politici e militari, e la sanzione degli atti legislativi. s)
Il Consiglio dei Ministri intanto non approvava il decreto delle due prodittature e Garibaldi che la sera dello stesso giorno, 16 settembre, era partito per Palermo, ne veniva subito informato dal Crispi. Ed a Palermo Garibaldi emanava un proclama in cui, giudicando con asprezza tutta Fattività ed i tentativi del partito moderato, confermava il suo programma costante della conquista di Roma, ove al grido di Italia e Yittorio Emanuele, proclameremo il Regno Italico e là solamente santificheremo il gran consorzio di famiglia tra i liberi e gli schiavi ancora figli della stessa terra.
H proclama generava subito preoccupazioni nelle file dei moderati ed il Dittatore ritornava lo stesso giorno a Napoli. La sua breve assenza eausata dalle trame dei fautori cavourriani veniva giudicata da Ini stesso come il motivo di un insuccesso militare perchè essi mi obbli­garono di lasciare l'esercito sul Volturno, alla vigilia di una battaglia,
0 C MA.HAI.DL, ojpi ti* p. 168.
2) Decreto 14 settembre.
3) C. MAHALDZ, op. cit. p. 174.
4) Antonio Mordimi che si era segnalato nella guerra del 1848 o poi come ministro dorante il triumvirato in Toscana, sostituiva il De Pretis che si era dimesso da prodit­tatore in Sicilia per la forte opposizione incontrata e quindi per la impossibilita di condurre a termine la annessione immediata dell'isola promessa al Cavour.
6) Decreto 16 settembre.