Rassegna storica del Risorgimento

NAPOLI ; GARIBALDI GIUSEPPE
anno <1942>   pagina <631>
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La dittatura dì Garibaldi a Napoli 631
per recarmi a Palermo e placare quel bravo popolo, suscitato da loro. Assenza che costò all'esercito meridionale la sconfitta di Caiazzo, unica in tutta quella gloriosa campagna). *)
Intanto, a consolidare il nuovo potere dittatoriale, Garibaldi, dietro suggerimento del Crispi, faceva seguire al decreto del 16 settembre con il quale aveva istituito le due prodittature, il decreto del 20 con il quale si stabilivano presso il Dittatore, oltre il segretario generale, due segre­tari di Stato, uno per gli affari di Sicilia, e l'altro per quelli del conti­nente. Tutti gli affari riservati al Dittatore con decreto del 16 e cioè le nomine dei ministri, dei consiglieri di Stato, dei direttori dei Ministeri. dei governatori, del prefetto di Polizia, dei questori e degli ufficiali superiori venivano esaminati e proposti da quello dei segretari di Stato la cui Provincia cotesti affari concernano.2) Con lo stesso decreto i Ministeri degli Esteri e della Guerra venivano avocati al Dittatore ed affidati ai segretari di Stato. Lo scopo era evidente. Si trattava insomma di rafforzare il Governo dittatoriale affidando compiti delicati e respon­sabili ad uomini capaci e fedeli al programma antiannessionistico. Ne la necessità di dare unica direzione alle cose di guerra né quella di preparare Napoli e Sicilia con un unico sistema di legislazione, né infine l'esigenza di avere all'estero un solo organo di trasmissione delle sue idee3> giustificavano il nuovo ordinamento stabilito con il predetto decreto e spiegato in siffatto modo dal Crispi al prodittatore per la Sici­lia, Antonio Mordini, con la lettera del 27 settembre. E neppure il rico­noscimento della indipendenza dei due Ministeri (quello di Napoli e quello di Sicilia) poteva mascherare il vero scopo che, sottoposto alla prova del fuoco, non tardava a presentare i fianchi a tutti gli attacchi ed alle più opposte decisioni nei riguardi della non lontana votazione. La Segreteria generale in realtà, collocata presso il Dittatore, diventava un organismo potente perchè indipendente dal Prodittatore e lontano da ogni ingerenza ministeriale.
H pensiero del Dittatore si manifestava dunque mediante un appello alle forze nazionali e rendeva più acuto il dissidio con il partito moderato. In questo nuovo organismo politico si erano formati due poteri con evidente disquilibrio di forze, causa fondamentale di malumori, di diffidenze e di insanabile discordia.
Un vero dualismo politico: la Segreteria ed il Ministero, con preva­lenza della prima e successiva impotenza del secondo. E tutta l'attività
i> GARIBALDI, Memorie, oit., p. 472. 3) Decreto 20 settembre. 3) F. CRISPI, I Mille, p. 310.